La Nuova Sardegna

Aeroporti sardi sempre più piccoli

di Luca Rojch
Aeroporti sardi sempre più piccoli

In inverno c’è il crollo delle compagnie che mantengono attive le linee. L’isola è sempre più difficile da raggiungere

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SASSARI. In picchiata. L’isola è sempre più lontana dal resto del mondo. Pezzo dopo pezzo la crisi cancella le rotte aeree che collegano la Sardegna con la penisola e con l’Europa. Finita la bolla estiva, il traffico da ora di punta, gli aeroporti sardi sembrano sempre più centri commerciali, e sempre meno scali. Tanti negozi, neanche un aereo. Con le società di gestione che per fare utili contano gli spiccioli raccattati dai parcheggi a pagamento o dagli affitti delle aree commerciali.

Olbia diventa il simbolo di questa crisi. Con il tracollo di Meridiana e appena due aerei previsti nel nuovo piano industriale. Pochissimi i voli rimasti nei mesi freddi. Ma anche Alghero e Cagliari, seppure in misura minore, soffrono la stagionalità. Scali che si accendono solo nei mesi caldi. E il peso delle compagnie low cost diventa sempre più determinante per la sopravvivenza degli scali. La conferma che la Sardegna sia ai margini del traffico aereo internazionale arriva anche dal piano nazionale degli aeroporti presentato in settimana dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. Cagliari rientra tra gli 11 scali strategici a livello nazionale. Olbia e Alghero fanno parte di quelli nazionali. E questa scelta è una sorta di pietra tombale su qualsiasi speranza di far decollare gli aeroporti di Fenosu e Tortolì. Le grandi compagnie volano lontano dai cieli dell’isola, quelle nazionali sono troppo impegnate a sopravvivere per tentare l’assalto alle rotte verso la Sardegna. A questo si aggiunge il caos intorno alle leggi che regolano la concorrenza. Da una parte la continuità territoriale per le rotte minori. Il bando è sotto la lente di ingrandimento dell’Unione Europea. Dall’altra la situazione contorta delle sovvenzioni alla compagnie low cost. In questi giorni l’Ue ha graziato l’isola, ma dal 2015 si dovranno rispettare i nuovi criteri. Le risorse passeranno dall’assessorato ai Trasporti a quello al Turismo. Quasi una rassegnata conferma che per l’Europa la Sardegna è solo una terra per turisti.

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