Addio a Igor Mitoraj artista del classicismo contemporaneo
PARIGI. «Non ci sono teorie, non ci sono spiegazioni. Le opere si impongono a me, io sono il loro schiavo». Intervistato qualche anno fa nello studio di Pietrasanta, Igor Mitoraj, morto oggi a Parigi,...
PARIGI. «Non ci sono teorie, non ci sono spiegazioni. Le opere si impongono a me, io sono il loro schiavo». Intervistato qualche anno fa nello studio di Pietrasanta, Igor Mitoraj, morto oggi a Parigi, parlava così della sua arte, guidando gli ospiti fra i volti bendati, le figure acefale, le grandi facce ferite, dipinti, bronzi, gessi e marmi con quella bellezza dalle fattezze classiche eppure sempre un po’ consunte che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Per lui, che aveva avuto parole feroci nei confronti dell'arte figurativa contemporanea («fa schifo nel 98 per cento dei casi» arrivò a dire nel 2009 presentando costumi e scenografie per la sua Aida) la cifra del classicismo era in realtà un linguaggio. Nato nel 1944 in Germania da genitori polacchi, Mitoraj finirà per mettere radici in Toscana a Pietrasanta. «Quando sono arrivato pensavo che non ci sarebbe stato posto per me. L'Italia è un posto così pieno di arte... invece no, c'è posto per tutti».
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