Falcone e Borsellino all’Asinara: si gira
Primo ciak sull’isola di “Mille volte addio” di Fiorella Infascelli con Beppe Fiorello
SASSARI. Si girano da ieri sul Parco nazionale dell’Asinara le riprese del film “Mille volte addio” della regista Fiorella Infascelli. Il lungometraggio della società Fandango, leader nella produzione cinematografica, racconta l’isolamento a cui furono costretti i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino all’Asinara, “deportati” per motivi di sicurezza nel 1985 per scrivere la maxi istruttoria per il grande processo alla mafia dell’anno dopo. Nel cast Giuseppe Fiorello nei panni di Borsellino, Massimo Pepolizio in quelli di Falcone, mentre Valeria Solarino e Claudia Potenza saranno rispettivamente Francesca Morvillo e Agnese Borsellino.
La pellicola sarà ambientata quasi interamente sull’isola dell’Asinara, con una durata di lavorazione di circa sei settimane, e nel cast ci sono 50 persone che alloggeranno in foresterie messe a disposizione dall’Ente Parco e dalla Conservatoria delle coste.
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno tratteggiato un epoca in cui a combattere la mafia era una esigua e assediata, pur se compatta e inossidabile, minoranza: i due magistrati erano amici da anni all’epoca del loro trasferimento per ragioni di sicurezza all’Asinara, agosto 1985, durante la preparazione dell’istruttoria del maxi processo. Entrambi cresciuti nello stesso quartiere popolare di origine araba della Kalsa, nel centro di Palermo, da genitori dello stesso ambiente borghese. Avevano in comune una fede autentica nella giustizia e una devozione incrollabile nell’applicarla. La loro fu una amicizia destinata a saldarsi rapidamente, ma all’indomani della morte di Rocco Chinnici nell’estate del 1983, per entrambi punto di riferimento non solo lavorativo, il sodalizio si cementò fino alla fine dei loro giorni. L’autobomba con la quale venne assassinato il capo dell’ufficio istruttorio di Palermo, morte violenta e dalla dinamica tragicamente profetica, generò la condivisione del dolore e della paura. Nonostante gli orrori, la perdita sul campo di amici e colleghi, gli intrighi e le congiure di cui furono oggetto, dalla trincea del palazzo di Giustizia di Palermo Falcone e Borsellino non si defilarono e vissero nell’unica maniera che sentivano propria la professione di giudice. Il Comune ha scoperto anche una targa commemorativa posata sulla facciata dell'ex stabile della struttura penitenziaria, a Cala d'Oliva, in cui i due magistrati scrissero l’istruttoria per il maxi-processo che mandò alla sbarra 475 imputati accusati di reati di mafia. La giornata commemorativa è stata organizzata nell'ambito del Festival "Pensieri e Parole. Libri e film all'Asinara".
Un pezzo di storia della lotta dello stato alla mafia che ha riguardato da vicino anche l'Asinara, dunque, con la Regione che aveva allora deciso di realizzare sull'isola un centro di documentazione per raccontare proprio questa parte della storia italiana. Il film con Fiorello e Popolizio diventerà testimonia visibile a tutti delle giornate vissute dai due magistrati nell’ex supercarcere, dove costruirono un esempio di civiltà per i posteri pur sapendo di andare incontro all’incerto destino.
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