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Nuovi assetti delle Asl, i ritocchi della giunta

Nuovi assetti delle Asl, i ritocchi della giunta

CAGLIARI. In campagna elettorale Francesco Pigliaru non aveva certo nascosto il suo sogno: ridurre le Aziende sanitarie da otto a quattro. Ma è difficile che riesca a realizzarlo solo con la proposta...

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CAGLIARI. In campagna elettorale Francesco Pigliaru non aveva certo nascosto il suo sogno: ridurre le Aziende sanitarie da otto a quattro. Ma è difficile che riesca a realizzarlo solo con la proposta di legge presentata dal partito di maggioranza relativa, il Pd, e che oggi dovrebbe essere licenziata dalla commissione Sanità del consiglio regionale, ultimo atto prima del passaggio in aula e che sarà fra non meno di due settimane. Anzi, il governatore e l’assessore alla Sanità, Luigi Arru, in quei giorni avranno il loro bel daffare per dimostrare che con l’arrivo di una nuova Azienda, quella regionale per l’emergenza, non aumenteranno ancora le spese per far funzionare un sistema già indebitato. Dovranno tener testa non solo all’opposizione, che ha annunciato le cannonate, ma anche a qualche partito della coalizione. Oltre al risaputo maldipancia del Centro Democratico, che oggi dovrebbe astenersi per la seconda volta in commissioni, altri sembrano decisi a chiedere qualcosa di più dell’attuale leggina destinata anche a scalzare i manager nominati anni fa dal centrodestra. A questo punto in aula, con una mossa a sorpresa, la giunta potrebbe puntare persino al bersaglio grosso. Non tanto quello annunciato da Pigliaru prima dell’elezione, cioè dimezzare le Asl, ma incidere comunque con maggior forza sulla riforma in corsa. Più volte l’assessore Arru ha fatto sapere che «la giunta presenterà i suoi emendamenti» e anche il capogruppo del Pd in Consiglio, Pietro Cocco, ha confermato che «la leggina è solo il punto di partenza, perché il grosso della riforma spetterà proprio alla giunta». Messe una fianco all’altra le due dichiarazioni sembrano lasciar intendere che potrebbe esserci un’accelerazione proprio durante il dibattito in aula. Di che natura e peso saranno è ancora presto per dirlo, ma solo far trapelare questo annuncio ufficioso potrebbe oggi bastare a calmare gli animi in un centrosinistra sempre nell’attesa del prossimo vertice di maggioranza. Perché oltre al Centro Democratico, anche altri partiti della coalizione hanno presentato e molto prima del Pd la loro proposta su come dovrebbe cambiare il sistema sanitario regionale. L’ha fatto il Partito dei sardi, con una conferenza stampa ma la bozza non è stata discussione in commissione, e anche Sel in più occasioni si è lasciata sfuggire che «la nuova Aziende per le emergenze può andar bene, ma da sola non basta». Per questo la giunta sarebbe pronta a presentare cinque o sei emendamenti: antipasto della grande riforma che verrà. (ua)

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