La Nuova Sardegna

Strage di Tempio, comincia l'esame di filmati e telefonate

di Giampiero Cocco
Strage di Tempio, comincia l'esame di filmati e telefonate

L’incidente probatorio chiesto dal legale di Frigeri: consegnati alle parti i cd su tutti i reperti. Inchiesta chiusa entro Natale

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TEMPIO. I filmati effettuati il 17 maggio scorso dalle telecamere a circuito chiuso del “Bar Orientale”, che riprendono l’interno del locale e la via Villamarina, a Tempio, dalle nove del mattino alle 15 di quel tragico sabato. E poi le telefonate (alcune centinaia), le tante foto scattate con il cellulare, gli Sms che Angelo Frigeri ha scambiato con le sue vittime – Giovanni Azzena, la moglie Giulia Zanzani e il figlioletto Pietro, di 12 anni –, il Dna del presunto assassino dappertutto, fuori e dentro la casa di Via Villamarina, il teatro della strage di Tempio, compiuta il 17 maggio scorso. Una caterva di prove che attendono soltanto d’essere discusse e certificate, prima di chiudere l’inchiesta per il triplice omicidio di Tempio che vede indagato l’antennista tempiese Angelo Frigeri, finito in carcere due giorni dopo la terribile mattanza.

L’incidente probatorio sollecitato da Giovanni Colli – il penalista nuorese che difende Angelo Frigeri –, un atto finalizzato all’acquisizione ed esame ufficiale degli innumerevoli “corpi di reato” finiti sotto sequestro (diversi supporti elettronici e informatici, hard disk di Pc e telefonini), oltre ai filmati delle telecamere a circuito chiuso, è stato completato. Il materiale esaminato dai periti incaricati dal gip – ricavato dai “corpi di reato” finiti sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Tempio – è stato raccolto in cd, le cui copie sono state consegnate, ieri, al giudice per le indagini preliminari Marco Contu che le ha distribuite alle parti (il pm, le parti civili e il difensore dell’indagato).

La consulenza peritale, che ha richiesto oltre due mesi di tempo per essere completata, sarà però analizzata e discussa il 29 ottobre prossimo, per consentire alle parti di poterle esaminare con attenzione. Le copie sono state infatti depositate in concomitanza con l’udienza, e i periti dovranno tornare in aula per illustrare il loro lavoro.

Angelo Frigeri, che si trova detenuto dal maggio scorso nel carcere sassarese di Bancali, ieri non era presente in aula. Una scelta concordata con il suo difensore, l’avvocato Giovanni Colli, il quale resta cauto sulle mosse da intraprendere. «Per il momento ci limitiamo a prendere atto di quanto estrapolato e raccolto dai periti», ha detto ieri il penalista al termine della rapidissima udienza nella quale si è deciso il rinvio della discussione.

Per il sostituto procuratore della Repubblica Angelo Beccu, che segue il caso sin dal momento della scoperta dei tre cadaveri, il caso è praticamente chiuso. Attende soltanto il deposito delle comparazioni e della analisi di ricerca del Dna sugli oltre 250 “reperti” raccolti dai Ris di Cagliari e dai carabinieri di Tempio e Sassari nell’appartamento della strage, nel negozio di scarpe sottostante (gestito dalla coppia trucidata) e nell’abitazione tempiese di Angelo Frigeri per mettere la parola fine all’indagine. Il magistrato ritiene che questo possa avvenire prima del prossimo Natale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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