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La Procura potrebbe riaprire le indagini

La Procura potrebbe riaprire le indagini

Pietrina Mastrone, 41 anni di Oliena, era una donna indifesa che viveva un po’ ai margini e che spesso vagava tra Nuoro e il suo paese. Tiziano Cocco, 31 anni di Samassi, era invece un...

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Pietrina Mastrone, 41 anni di Oliena, era una donna indifesa che viveva un po’ ai margini e che spesso vagava tra Nuoro e il suo paese. Tiziano Cocco, 31 anni di Samassi, era invece un autotrasportatore che con regolarità si recava a Oliena per scaricare frutta e verdura, proprio davanti alla casa di Mario Deiana. La donna sarebbe stata gettata nel pozzo della vecchia caserma di Manasuddas, in territorio di Oliena, perché si era rifiutata di cedere alle richieste sessuali dei suoi aguzzini. Cocco avrebbe fatto la stessa fine, a distanza di qualche giorno, dopo essere stato rapinato di pochi euro e di alcune cassetta di frutta. I familiari della donna si sono costituiti parte civile assistiti dagli avvocati Angela Nanni e Michele Mannironi, quelli di Cocco con l’avvocato Massimiliano Podda.

Nel secondo processo d’appello il rappresentante dell’accusa, il procuratore generale Michele Incani, aveva sostenuto la piena responsabilità dei due imputati ed era tornato anche sul ruolo di altri due giovani di Oliena – Consuelo Loi e Antonello Boi – che gravitavano intorno al gruppo di Fele, Deiana e Pompita. «Nei loro confronti – aveva precisato – per esigenza di giustizia ci sarebbe voluto un maggior approfondimento: ma c’è stato solo un decreto di archiviazione, non una sentenza». Come a dire che la loro posizione potrebbe essere rivista anche in un secondo tempo.

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