La Nuova Sardegna

Le imprese: burocrazia nemica

Le imprese: burocrazia nemica

Scanu (Confindustria) solleva il caso degli enti e delle società regionali

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CAGLIARI. «La Regione non crea posti di lavoro ma la burocrazia li può distruggere». Alberto Scanu, presidente della Confindustria, apre con questa battuta la lista degli interventi nel dibattito sul Piano regionale di sviluppo. Gli industriali condividono l’impostazione di base del progetto ma pongono un interrogativo di fondo: «Dove ci vogliamo trovare tra cinque anni»? Che poi significa: cosa fare degli enti e delle società regionali, dall’Arst a Sardegna.It, «figlie del neo statalismo», le definisce Scanu; tra gli scenari da disegnare, ancora, quali indicazioni dare per il futuro del manifatturiero e della metanizzazione. «Una Regione che continua a perdere laureati ci deve preoccupare», avverte Alberto Scanu. E il presidente degli industriali sardi, per invertire l’attuale tendenza, propone alla Regione l’istituzione di un nuovo indicatore: quello dello spopolamento.

Agostino Cicalò (Confcommercio) affronta il tema della crisi e della recessione, in rapporto alla struttura pubblica, attualmente non modificabile: «Non parliamo di settori, va bene, ma finiremo per parlarne un minuto dopo visto che poi il bilancio sarà spacchettato per assessorati». E’ un tema ricorrente negli interventi delle forze del mondo produttivo. Sull’uso dei singoli strumenti finanziari, Francesco Porcu, segretario della Cna, spiega: «Parliamo di Pia e di microcredito ma la gran parte delle imprese è fuori da questi strumenti. Il microcredito per la sua natura e i Pia lasciano fuori tutte le piccole imprese».

Gianfranco Lecca, presidente della Confapi regionale, prende tempo: «I principi esposti dalla giunta sono condivisili ma ora dobbiamo entrare nel merito. Fa piacere che il documento sia stato aperto alle parti sociali e che le nuove politiche abbiamo al centro l’impresa. Gli indicatori economici sono in bilico e vogliamo discutere subito di infrastrutture e del piano energetico». L’impostazione generale del Piano è stata condivisa anche da Confcooperative e Confartigianato. Da lunedì il confronto entrerà nel merito. La giunta ha inviato la bozza del Piano anche ai partiti di opposizione perché anche loro facciano le opportune valutazioni. (a.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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