La Nuova Sardegna

Lingua blu, un caso nell’Oristanese

di Maria Antonietta Cossu

È il primo del 2014, confermata la positività su un ariete morto due settimane fa a Sedilo. La Asl: il vaccino non c’entra

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SEDILO. A pochi giorni dall’apertura dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Cagliari sui vecchi vaccini che avrebbero alimentato il contagio della malattia tra gli animali, la lingua blu si è risvegliata in provincia di Oristano. La Asl 5 ha accertato la positività al virus in un ariete morto due settimane fa in un allevamento di Su Pranu. L’Istituto zooprofilattico di Teramo ha confermato la prima diagnosi dei veterinari del Servizio di Sanità animale, insospettiti dai sintomi tipici della febbre catarrale ovina manifestati dall’esemplare maschio, che presentava un edema labiale e scolo nasale.

I prelievi ematici hanno fornito un primo riscontro all’ipotesi di un’infezione da blue tongue e dopo la morte dell’animale, intervenuta a tre giorni di distanza dalla vaccinazione, gli organi sono stati inviati al centro di riferimento nazionale della malattia per una diagnosi definitiva. L’analisi del Dna virale ha accertato che l’ovino aveva contratto il sierotipo 1 del virus della blue tongue, escludendo automaticamente che la morte fosse stata la conseguenza di un incidente vaccinale. «Alla luce dei referti arrivati da Teramo possiamo dire con sicurezza che l'ariete non è morto per un effetto collaterale del vaccino» tranquillizza Antonio Montisci, responsabile del servizio di Sanità animale dell’Asl oristanese. «Quello attualmente utilizzato è un vaccino spento, nel quale il virus non è presente, mentre nell'animale di Sedilo è stato rinvenuto il virus». L’eventualità di una reazione all’antidoto era stata peraltro esclusa dagli stessi veterinari dell’azienda sanitaria oristanese. «L’ariete era stato vaccinato tre giorni prima del decesso - chiarisce Montisci - ma dato che l'antidoto ha bisogno di 21 giorni per riuscire a immunizzare l'animale, non ha avuto il tempo di svolgere la sua funzione». Al momento l’insorgenza dell’infezione nell’azienda di Sedilo è inquadrata come un evento isolato. Secondo gli esperti, infatti, i capi dello stesso gregge venuti a contatto con l’esemplare malato non presentano alcuna sintomatologia. «Per ora è il primo e unico caso registrato nella provincia di Oristano quest’anno - spiega il referente dell’azienda sanitaria locale - ci indica che la circolazione virale della Lingua blu è ancora presente sul territorio e che la vaccinazione è necessaria, ma anche che sta funzionando».

Un quadro fortunatamente molto diverso dalla situazione del 2013. Negli allevamenti in cui non fu praticata la vaccinazione si svilupparono più di 1200 focolai di febbre catarrale ovina e morirono 27.000 pecore. «Finora abbiamo registrato un solo caso e il merito è della vaccinazione» conclude Montisci rivolgendo agli allevatori l’invito ad «aderire alla campagna di prevenzione, anche perché, lo ricordiamo, diversamente dal passato oggi si tratta di un vaccino spento e dunque più sicuro per le greggi». Pochi giorni la magistratura ha ipotizzato che tra il 2003 e il 2004 il vaccino avrebbe contribuito a diffondere la malattia tra le greggi della Sardegna.

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