«Costi esorbitanti per riportare i mafiosi»
«Con la stessa frequenza con la quale Eni annuncia l’inizio delle bonifica di Minciaredda, arriva la notizia della possibile riapertura del carcere sull’isola della Asinara: il progetto per i...
«Con la stessa frequenza con la quale Eni annuncia l’inizio delle bonifica di Minciaredda, arriva la notizia della possibile riapertura del carcere sull’isola della Asinara: il progetto per i detenuti col 41 bis si riaffaccia con una certa periodicità, ma è una proposta che guarda ad un nostalgico passato e denotano una scarsa conoscenza dell’isola». Questo il primo commento dell’ex sindaco Luciano Mura in merito all’interesse governativo di riproporre un carcere di massima sicurezza all’Asinara, ricordando che l’isola carcere venne chiusa - più che per particolari sensibilità ambientali - per i costi esorbitanti per raggiungerla e per gestirla: mi pare che le condizioni economiche del paese siano solo peggiorate, ma indipendentemente dalle valutazioni economiche oggi l’isola vive una altra storia che nessuno può permettersi di cambiare, ed è fatta di progetti importanti legati al Parco e al rilancio turistico». Il primo presidente del Parco nazionale dell’Asinara, Eugenio Cossu, usa invece metafore storiche: «Se lo Stato, o chi lo rappresenta, decide un’azione di forza, dovrebbe fare come Umberto I quando ha cacciato i “sinnarischi” e ha requisito l’Asinara: l’ex re è morto da tempo, e oggi l’isola è Parco nazionale voluto da tutti i sardi e dai portotorresi i particolare sin dal primo convegno del 1966. Non siamo disponibili a rinunciarci, insomma, pur con tutti i problemi che ancora sussistono». (g.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google