I dubbi degli ambientalisti: «Stessi effetti del Piano casa»
CAGLIARI. Ma quale tutela del paesaggio? Si ritorna alle regole del governo Soru ma la legge per l’edilizia, una sorta di Piano casa aggiornato, regala cubature e permessi di ampliare in aperto...
CAGLIARI. Ma quale tutela del paesaggio? Si ritorna alle regole del governo Soru ma la legge per l’edilizia, una sorta di Piano casa aggiornato, regala cubature e permessi di ampliare in aperto contrasto con lo spirito stesso del piano paesaggistico.
Superata la fase della gioia per la resurrezione apparente del Ppr, gli ecologisti guardano con stupore le norme del Ddl varato dalla giunta Pigliaru e non lesinano le critiche: «Va bene la revoca totale del Pps di Cappellacci, ma il Piano casa che si vorrebbe rendere permanente con questo disegno di legge non sta né in cielo né in terra - attacca Stefano Deliperi, del Gruppo di intervento giuridico - siamo di fronte a resort giganteschi che potranno crescere di un quarto, metri cubi in più nei centri storici… no, non ci siamo. Spero che il consiglio regionale faccia giustizia, altrimenti sarà battaglia su ogni fronte».
Deliperi aveva fatto ricorso al Tar per ottenere la revoca della prima delibera firmata dalla giunta Cappellacci, quella che doveva dare la spinta iniziale alla revisione del Ppr di Soru. E ora manifesta un sospetto: «Questa decisione arriva a quattro giorni dalla trattazione di fronte al giudice amministrativo, è un dato significativo. Diciamo che è stato necessario aiutare la giunta regionale a capire quello che andava fatto ed è la conferma di quanto gli ecologisti che guardano le norme ed evitano di fare gazzosa hanno sostenuto fin dal primo momento». «Comunque va bene - va avanti Deliperi - prendiamo atto con piacere di questa correzione un po' tardiva.
Ora si tratta di correggere anche questo strano Piano casa, che a una prima lettura sembra allinearsi con le norme devastanti imposte con il decreto Sblocca-Italia». Deliperi ricorda quello che è accaduto nel passato recente: «Se qualcuno si domanda il perché dei nostri sospetti, vada a vedere chi ha beneficiato in Sardegna dei Piani casa firmati da Cappellacci. Io ricordo Romazzino, tanto per fare un esempio. Chi parlava di dare una stanzetta in più alle famiglie di pensionati si è trovato di fronte a qualche suite a cinque stelle. Ma sembra che questi fatti non abbiano insegnato nulla a nessuno, visto che ora si vuol dare ai padroni dei resort la possibilità di costruire piscine e centri benessere nella fascia dei trecento metri. No, così non va. Dovremo discutere ancora e a lungo». Deliperi appare deciso a non arretrare di un metro: «In questo periodo si sono visti sedicenti ambientalisti muoversi nei corridoi della Regione, pronti a gioire per ogni segnale positivo. La decisione assunta dalla giunta regionale di evitare il confronto davanti al Tar dimostra che coi comunicati e con le parole si fa poco, il confronto su temi centrali come quelli del paesaggio e dell'ambiente deve svolgersi sul terreno giuridico».
Mauro Gargiulo del Wwf legge una «continuità berlusconiana» nel Ddl della giunta Pigliaru e ne critica aspramente il contenuto: «La fascia dei trecento metri dalla linea di battigia dovrebbe essere intoccabile - avverte - e invece si autorizzano nuove cubature negli spazi più pregiati. Sono scelte prive di senso, che a mio giudizio non avranno neppure l’effetto di rilanciare positivamente l’attività edilizia sana, ma soltanto la speculazione». Gargiulo si schiera con forza dalla parte del paesaggio: «Come Wwf siamo contro ogni deroga alle norme del Codice Urbani, che mi pare vengano seriamente messe in discussione con queste decisioni. È davvero inaccettabile che si pensi ad aumentare ancora le cubature mentre Genova deve affrontare un nuovo disastro legato all’eccesso di cemento e alle costruzioni incontrollate. È ora di dire basta, noi ci batteremo con ogni mezzo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
