La Nuova Sardegna

Sos mutui nell’isola dei prestiti negati

di Alfredo Franchini
Sos mutui nell’isola dei prestiti negati

Calano i finanziamenti alle piccole imprese che accusano le banche. E le famiglie sarde si indebitano ancora di più

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CAGLIARI. Sarà colpa della crisi, come dicono i banchieri per discolparsi del blocco del credito, ma un dato è certo: siamo nell’isola dei prestiti negati. Lo sostiene l’Osservatorio nazionale sul credito per le piccole imprese, voluto dall’Artigiancassa. Nell’ultimo trimestre i finanziamenti alle imprese produttive in Sardegna sono calati dell’1,4 per cento. In realtà negli ultimi cinque anni i finanziamenti alle imprese produttive in Sardegna sono in continua discesa: nel 2010 erano nove miliardi e ora siamo arrivati a otto miliardi e duecento milioni. Stesso trend per le piccolissime imprese: da 3.928 milioni di euro del 2010 a 3.556 dello scorso dicembre. Numeri che rispecchiano comunque la situazione del Paese: dal dicembre 2009 al dicembre del 2013 i finanziamenti alle imprese artigiane sono passati da 54.960 a 48.938 milioni di euro con un decremento di sei miliardi, cioè il 10,9 per cento.

Accusa. Tra imprese e banche si è rotto qualcosa. Gli industriali rimproverano alle banche di essere avare nei prestiti e di pretendere garanzie inapplicabili alle nostre aziende. Un ruolo, quello delle banche, che potrebbe peggiorare, secondo gli industriali, nella gestione delle sofferenze o delle partite incagliate: alcuni istituti starebbero pensando di far gestire queste pratiche a un call center e quindi con parametri di rientro molto rigidi.

Difesa. I prestiti sono in calo - dicono le banche - perché l’industria è ferma. Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha detto in un convegno dell’associazione bancaria a Cagliari, che le banche cercano di immettere liquidità nel sistema rincorrendo i clienti, andandoli a trovare ma il problema è che scarseggiano i progetti. Tanto è vero che laddove si intravede qualche segnale di ripresa, in alcune parti del Nord, è aumentato l’ottimismo dei piccoli imprenditori.

Indice. La Cna sarda rileva che la mole dei finanziamenti alle imprese regionali ha un indicatore pari alla metà della media nazionale e di molto inferiore a quella del Mezzogiorno. «Solo il miglioramento delle aspettative economiche può rimettere in moto la domanda di credito e riavviare la crescita», dicono Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, «come afferma la Banca d’Italia, è bene non farsi illusioni sull’effetto di stimolo degli investimenti privati».

Famiglie. Anche il mercato del credito alle famiglie è bloccato. Secondo dati della Banca d’Italia sino al 2000, il mercato del credito alle famiglie era molto limitato rispetto all’Europa. Poi con il calo dei tassi di interesse c’è stata un’inversione di tendenza che è durata sino al 2008, data di inizio della crisi. Da allora, la recessione, il calo dei redditi, il crollo del settore immobiliare hanno fatto chiudere i rubinetti dei prestiti bancari.

Mutui. Consumi in calo per via della recessione e la perdita di quote di reddito da parte delle famiglie hanno fatto diminuire in Sardegna i prestiti alle famiglie dello 0,3% e sono soprattutto i mutui a ristagnare. I dati della Banca d’Italia testimoniano un calo dell’uno per cento nel credito al consumo in Sardegna mentre le nuove erogazioni di mutui alle famiglie per l’acquisto della casa ha subito una riduzione addirittura del 27,1 per cento. Un autentico tracollo. Ma c’è un fenomeno su cui sarà bene riflettere: dal 2007 al 2011, (ultimo anno per il quale è stato possibile compiere lo studio), la quota di famiglie indebitate per un mutuo o per il credito al consumo è cresciuta in Sardegna più che nella altre aree del Paese: 38,9 per cento a fronte del 27,3% della media nazionale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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