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Un arcivescovo lungimirante di nome Manca Cedrelles

Un arcivescovo lungimirante di nome Manca Cedrelles

Laureato in teologia nel collegio gesuitico turritano, già vescovo di Alghero e legato da parentela alla nobiltà catalana, Gavino Manca de Cedrelles fu esponente di spicco di una della famiglie più...

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Laureato in teologia nel collegio gesuitico turritano, già vescovo di Alghero e legato da parentela alla nobiltà catalana, Gavino Manca de Cedrelles fu esponente di spicco di una della famiglie più potenti dell’aristocrazia sassarese del Seicento. Quello della scoperta delle reliquie dei martiri turritani fu un evento familiare. I fratelli Stefano, vicario reale e Francesco, consigliere capo della città di Sassari, seguirono passo per passo le fasi dello scavo. Le decisione di “ricoverare” in Episcopio le spoglie appena riportate alla luce la dice lunga non solo sulla devozione di de Cedrelles, ma anche sulla passione e la cura per l’importante scoperta scientifica appena realizzata. L’impulso dato dal rinvenimento al culto dei martiri, già venerati in tutto il territorio, fu notevole e Manca de Cedrelles, nominato arcivescovo di Sassari l’anno prima, era certamente consapevole della ricaduta che la scoperta avrebbe avuto sul piano devozionale. L’arcivescovo di Sassari, padre Paolo Atzei, ha rimarcato questo aspetto chiudendo la presentazione alla stampa del convegno per i 400 anni dalla scoperta: «Ogni chiesa nasce dalla fede e nella fede _ dice Atzei _ altrimenti, per quanto importanti, gli edifici restano comunque monumenti di pura pietra». (A.Me).

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