Sassari, laurea ad honorem ad Alberto Ongaro
Questa mattina alle 11 nell’aula magna di piazza Università lo scrittore terrà la “Lectio doctoralis”
SASSARI. Laurea honoris causa allo scrittore Alberto Ongaro. Questa mattina a partire dalle ore 11 nell'aula magna di piazza Università, su proposta del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali, l’Ateteno sassarese conferirà infatti la Laurea magistrale ad honorem in Filologia, industria culturale e comunicazione allo scrittore Alberto Ongaro.
Ad aprire la cerimonia sarà il Magnifico Rettore Attilio Mastino, seguito dal saluto del direttore del dipartimento di Scienze umanistiche e sociali, Gavino Mariotti. Al docente di Letteratura italiana, Aldo Maria Morace, sarà affidato invece il compito di illustrare la proposta del conferimento della laurea, seguita dalla Lectio doctoralis, "Il mestiere dello scrittore", tenuta dallo stesso Ongaro. E’ prevista la partecipazione del coro dell'Università diretto da Laura Lambroni.
Alberto Ongaro è nato a Venezia nel 1925. Ha vissuto per lungo tempo nell'America del Sud, e poi a Londra, come inviato speciale e di corrispondente per il settimanale l'”Europeo”. Dal 1979 risiede a Venezia, dove si è dedicato alla scrittura narrativa. Le sue opere sono tradotte negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Francia e nell'America Latina.
È stato, per molti anni, soggettista di fumetti (famosa la sua collaborazione con Hugo Pratt); e ha firmato anche qualche sceneggiatura per il cinema. I diciotto romanzi che ha scritto, a partire dal 1965, lo hanno imposto all'attenzione del pubblico e della critica più avvertita e consapevole, dalla quale è indicato come il maggior narratore vivente.
Da uno dei suoi romanzi, “La partita”, che vinse il premio Super-Campiello nel 1986, è stato ricavato un film di buon successo con Faye Dunaway. Ma quello più famoso, e più emblematico della sua arte, è “La Taverna del Doge” Loredan (1980), caratterizzato dal gusto dell'intreccio, dal gioco dell'avventura e dall'incrocio dei tempi e dei piani narrativi e dal divertissement di una scrittura fluida e vetrina. Dopo quell'esito memorabile, la narrativa di Ongaro ha continuato, di volta in volta, a indagare il mistero che si cela dietro i fatti e gli eventi della vita quotidiana, traducendolo in raffinato gioco metaromanzesco, sino al recentissimo “Athos” (2014), che rimodula inventivamente il personaggio dumasiano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
