Porto d’armi negato a Diana anche dal Tar
ORISTANO. Gli effetti dell’inchiesta penale legata all’utilizzo dei fondi spesa per i gruppi regionali, hanno anche altri risvolti per l’ex consigliere regionale del Pdl, Mario Diana. Mentre l’inchies...
ORISTANO. Gli effetti dell’inchiesta penale legata all’utilizzo dei fondi spesa per i gruppi regionali, hanno anche altri risvolti per l’ex consigliere regionale del Pdl, Mario Diana. Mentre l’inchiesta penale fa il suo corso, di fronte al Tar si è discusso del ricorso che l’ex capogruppo ha presentato. Dall’altra parte della barricata c’è la questura di Oristano che nei mesi scorsi aveva provveduto a sospendere la licenza di porto di fucile per la caccia, detenuto proprio da Mario Diana, che a dispetto del cognome e del mito greco dovrà rimanere senza caccia, la sua grande passione.
Il provvedimento era legato proprio al fatto che il politico oristanese fosse coinvolto nell’inchiesta penale e così il ministero dell’Interno, tramite la questura oristanese, aveva deciso di sospendergli la licenza. Ritenendo di essere stato vittima di un’eccessiva sanzione perché non è certamente un elemento sociale pericoloso e perché in fondo il fucile serviva esclusivamente per la caccia, Mario Diana, attraverso gli avvocati Mauro Barberio e Stefano Porcu, ha presentato ricorso al Tar chiedendo la sospensione del provvedimento in attesa del giudizio del merito. I giudici, però, non gli hanno restituito l’arma. Il collegio composto da Lucrezio Monticelli, Marco Lensi e Giorgio Manca ha infatti ritenuto che, attuando la sospensione del porto d’arma, non sia stato creato un danno grave e irreparabile nei confronti del ricorrente. E così Diana resta senza caccia.
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