Sindacati: sì al testo del ministro ma con quattro integrazioni
OLBIA. È il secondo tempo della partita su Meridiana, quello decisivo, quello dopo cui non ci sono supplementari né rigori. Oggi l’azienda - con l’Aga Khan che sarà informato in tempo reale - e i...
OLBIA. È il secondo tempo della partita su Meridiana, quello decisivo, quello dopo cui non ci sono supplementari né rigori. Oggi l’azienda - con l’Aga Khan che sarà informato in tempo reale - e i sindacati dovranno rispondere davanti all’arbitro, il Governo, che nel primo tempo, martedì scorso, aveva detto loro: “questa è la nostra proposta per salvare l’azienda e proteggere i lavoratori, la accettate oppure no?”.
I sindacati ieri hanno giocato la loro prima mossa, forti dell’investitura plebiscitaria delle assemblee: diranno sì alla proposta del Governo, ma, per accettarla, chiederanno quattro integrazioni.
La bozza firmata dai ministri Poletti (Lavoro) e Lupi (Trasporti) - ma non dall’azienda né dalle sigle sindacali - fissa due punti. Primo: licenziamenti per i pensionabili e per i volontari, con la copertura da 4 a 6 anni di ammortizzatori sociali. Secondo: per tutti gli altri, fino alla scadenza della cassa integrazione a giugno del 2015, non rinnovata, trattativa a oltranza per ricollocare gli esuberi di Meridiana in Air Italy.
L’assemblea di Olbia, coordinata da Francesco Staccioli (Usb) su mandato di tutte le sigle (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cobas, Apm) e in streaming con le altre basi, ha deciso che nel documento del Governo («che apprezziamo e ringraziamo») devono essere incorporati quattro tasselli. «Nessuna esternalizzazione di servizi (call center, manutenzioni, sistemi informativi). Unificazione delle attività di volo sotto un unico certificato di Meridiana e Air Italy e lista unica d’anzianità. Garanzia di altri ammortizzatori sociali (cassa integrazione o contratti di solidarietà). Garanzia sulla copertura, dentro gli ammortizzatori sociali, dei due anni del Fondo volo».
È una richiesta forte. Fortissima. Perché su alcuni punti l’azienda ha già detto no: per esempio sulla fusione tra le due compagnie. Tanto che Staccioli, prima di metterla al voto, ha detto: «Non ce l’abbiamo con il Governo, ce l’abbiamo con l’azienda. Che potrebbe non accettare questa nostra proposta e far partire i licenziamenti di 1634 dipendenti. Noi, con questi punti, lottiamo per difendere il lavoro, la dignità del lavoro, come ha detto il Papa. Se l’azienda non la accetterà, sarà chiaro che la responsabilità sarà solo sua. Ma dobbiamo essere pronti alla lotta, se dovessero dirci no. Siete pronti?». Il coro di sì è stato forte (pochissimi no, qualche astenuto).
La seconda mossa la farà l’azienda. Costretta a ritirare i licenziamenti martedì scorso, oggi potrebbe dire di voler accettare solo la proposta del Governo. Oppure, come alcuni rumors dell’ultim’ora sembrano far pensare, potrebbe addirittura accogliere una delle richieste dei sindacati: quella sul no alle esternalizzazioni. Se così fosse, sarebbe un segnale fortissimo. Vorrebbe dire che l’azienda intende difendere i lavoratori del terra, quelli di Olbia. O forse sarà solo una mossa tattica.
Basterà questo compromesso nel compromesso ai sindacati? Difficile. Una trattativa ci sarà, questo sì. La riunione comincerà alle 10,30 e ci sarà tanto tempo per discutere. Saranno presenti anche la Regione (il governatore Pigliaru chiede le stesse soluzioni trovate per Alitalia, ovvero un salvagente per i lavoratori e un partner) e il deputato del Pd Scanu. Anche se un segnale arrivato in tarda serata, ad assemblea chiusa da un pezzo, non sembra incoraggiante per i sindacati.
Ha infatti detto il ministro Poletti: «Il Governo ha fatto un lavoro importante perché abbiamo interrotto una procedura di licenziamento che era stata avviata e siamo riusciti a far dialogare l'impresa e i sindacati. Domani (oggi per chi legge, ndr) ci sarà un incontro in cui avremo l'esito di questo confronto: l'augurio è che la nostra proposta venga accolta».
La “nostra proposta” dice il ministro, quindi senza aggiunte. Ma, si sa, la politica, è l’arte del possibile.
Così come è probabile che l’Aga Khan, se non ci sarà l’accordo sul testo del Governo, possa immediatamente dopo confermare all’ad Scaramella il mandato di avviare le procedure per il licenziamento di 1634 dipendenti. E allora le trattative saranno, per 75 giorni, su chi deve restare in azienda e su chi deve uscire, e sul perché delle scelte.
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