I beni del boss della Magliana agli alluvionati di Olbia
Sette immobili sequestrati a Ernesto Diotallevi della banda che ha imperversato a Roma ospiteranno i senzatetto
OLBIA.. I beni del boss della banda della Magliana serviranno a rendere meno dura la vita degli alluvionati di Olbia. Sette immobili facenti parte di un complesso turistico di proprietà di una società riconducibile ad Ernesto Diotallevi, sequestrati ad Olbia un anno fa, sono stati affidati in comodato d'uso gratuito al comune di Olbia che li destinerà a persone in difficoltà, in particolare a vittime dell’alluvione del 18 novembre scorso. L'affidamento, disposto dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Roma, presieduta da Guglielmo Muntoni, su parere favorevole dei pubblici ministeri Luca Tescaroli, Giuseppe Cascini e Paolo Ielo, rientra nell’ambito dell'applicazione di un protocollo nazionale che consente la destinazione, per fini sociali, in particolare a soggetti in difficoltà, di beni immobili ritenuti provento di attività illecite.
Nel caso di Olbia, l'amministrazione comunale si è impegnata a completare i lavori di tre dei sette immobili in questione e ad accollarsi le spese di accatastamento degli stessi. Si tratta di un affidamento in via provvisoria, secondo quanto si è appreso, in attesa della confisca dei sette immobili. Proprio ieri il nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma, su disposizione della magistratura, che ritiene Diotallevi proprietario di ingenti ricchezze accumulate illecitamente, ha sequestrato un albergo a Fiuggi, oltre al patrimonio e al capitale della società proprietaria, anche questa considerata riconducibile a Diotallevi.
Un mese fa al boss era stato sequestrato un lussuoso appartamento a Porto Rotondo e una società immobiliare, per un valore complessivo di 255mila euro. Ad eseguire il sequestro erano stati i finanzieri del Comando Provinciale di Roma sulla base di decreto di sequestro di prevenzione, emesso dal Presidente del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di Diotallevi e dei suoi «prestanome». Ernesto Diotallevi, stando alle indagini del Gico, sarebbe ancora a capo di una rete economico-criminale «caratterizzata dall'illecita accumulazione di utilità in valore sproporzionato rispetto ai redditi lecitamente dichiarati»
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