Igea, parte lo stato di agitazione
Secondo il sindacato ci sono gravi inadempienze da parte della Regione
IGLESIAS. La rappresentanza sindacale unitaria dell’Igea denuncia una grave inadempienza da parte della Regione, verso la società di cui la stessa Regione è unica azionista.
«Una situazione che rischia di mettere a repentaglio – scrive la Rsu attraverso una lettera indirizzata alla Regione e ai prefetti di Cagliari e Nuoro –, la sicurezza dei siti e dell’ambiente delle popolazioni delle aree limitrofe e del patrimonio umano e materiale in capo all’Igea». Per questo motivo le rappresentanze sindacali dichiarano lo stato di agitazione dei lavoratori pronti ad azioni di protesta. L’Igea si occupa delle attività di custodia e mantenimento in sicurezza delle 60 concessioni minerarie in Sardegna, di competenza dell’Assessorato Regionale all’Industria, ma «nonostante i ripetuti tentativi – scrive la rappresentanza sindacale – fatti dalle parti sociali per superare le criticità e garantire che fosse scongiurato qualunque rischio di inquinamento (miniere di Furtei, Campo Pisano, Monteponi, Masua, Montevecchio, Lula, Funtana Raminosa, e altre 50 distribuite prevalentemente nel Sulcis Iglesiente) non è dotata degli strumenti gestionali e finanziari necessari per svolgere i compiti di custodia e messa in sicurezza delle aree minerarie dismesse. L’assessorato all’Industria non ha ancora proceduto al rinnovo delle convenzioni scadute da alcuni mesi per attività di rilievo come il mantenimento in sicurezza delle miniere di Furtei e Monteponi».
Questo fatto secondo la Rsu ha obbligato Igea ad indebitarsi per far fronte alle spese necessarie per eseguire i lavori di manutenzione ordinaria, gestione e presidio dei siti, indispensabili per assicurare le condizioni di sicurezza. L’Igea è in liquidazione e in una procedura di concordato preventivo per preservare il patrimonio pubblico da essa posseduto composto da oltre 1500 fabbricati, quasi 3500 ettari di terreni, molti dei quali rientrano nel Parco Geominerario della Sardegna. La Rsu segnala, nel rapporto tra l’azionista pubblico e la sua partecipata in house, anche l’assenza di contrattualizzazione da parte della Regione di buona parte degli oneri necessari per gestire il patrimonio immobiliare detenuto dall’Igea. Un quadro difficile nel suo complesso che lavoratori e sindacati chiedono di risolvere al più presto.
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