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Mistero svelato: «Ecco la vera Maddalena»

Mistero svelato: «Ecco la vera Maddalena»

Mina Gregori, la più grande esperta dell’artista: «Ho ritrovato l’opera perduta di Michelangelo Merisi»

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FIRENZE. Secondo Mina Gregori, uno dei massimi esperti mondiali di Caravaggio, “La Maddalena in estasi”, il famoso dipinto che il grande artista rinascimentale aveva con sè nelle settimane prima di morire, farebbe parte della collezione privata di una famiglia, che vuole restare anonima. La notizia l’ha data l’altro ieri, in esclusiva mondiale, il quotidiano La Repubblica, con un pezzo di Dario Pappalardo

«Quando Mina Gregori – scrive La Repubblica – si è ritrovata davanti agli occhi la “Maddalena in estasi” di Caravaggio, ha detto solo: "Finalmente, è lei". Il dipinto sparito nel nulla. Quello che Michelangelo Merisi aveva sulla barca in direzione Porto Ercole, ultimo viaggio. Almeno otto esemplari in giro per il mondo. E uno solo autentico. Questo. La massima studiosa di Caravaggio, l'allieva di Roberto Longhi, l'ha scoperto in una collezione europea». «L’immagine che pubblichiamo in queste pagine – scrive ancora La Repubblica – non si è mai vista prima. La testa abbandonata all'indietro, gli occhi semichiusi, la bocca appena aperta, le spalle scoperte, le mani giunte, i capelli sciolti, il bianco della veste e il rosso del manto. Mina Gregori è sicura: "L'incarnato del corpo di toni variati, l'intensità del volto. I polsi forti e le mani di toni lividi con mirabili variazioni di colore e di luce e con l'ombra che oscura la metà delle dita sono gli aspetti più interessanti e intensi del dipinto. È Caravaggio"».

«Non ci sono però – spiega Pappalardo nel suo articolo – solo i colori e la tecnica. L'olio su tela, che misura 103,5 cm x 91,5, nasconde un altro indizio. Dietro il dipinto c'era un foglietto con grafia seicentesca che recita: "Madalena reversa, di Caravaggio”. Secondo la Gregori "Questo documento conferma in modo definitivo l'identificazione e l'attribuzione del quadro"».

Caravaggio morì in circostanze misteriose durante il suo viaggio di ritorno a Roma da Napoli, dove si era rifugiato per sfuggire a una condanna a morte per omicidio emessa dai tribunali vaticani. Con sè Caravaggio aveva portato tre quadri, due San Giovanni e “La Maddalena in estasi”, forse da dare in dono al pontefice Paolo V, che aveva deciso di cancellare la condanna capitale contro l’artista.

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