La Nuova Sardegna

Dalla piazza un solo grido: «Stop a tutte le servitù»

di Ivana Fulghesu
Dalla piazza un solo grido: «Stop a tutte le servitù»

Il maltempo non ferma la manifestazione arrivata alla 13esima edizione Gli 800 manifestanti chiedono al governo di chiudere i poligoni militari nell’isola

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LACONI. «La pace non è un'utopia, è un progetto politico». A poco più di un mese dalla grande manifestazione di Capo Frasca il popolo dei pacifisti sardi si rimette in cammino per la XIII edizione della Marcia, organizzata dalla Tavola sarda della pace in collaborazione con i comuni di Laconi e Gesturi.

La prima tappa, al mattino, è nella città del Sarcidano dove si è tenuta l'Assemblea - dibattito sul tema “Contro le servitù militari per un futuro nuovo per la Sardegna”. A Fare gli onori di casa al Cineteatro Fabrizio De Andrè, l'intero coordinamento della Tavola sarda: Paolo Pisu, Franco Uda, Guido Cadoni, Don Ettore Cannavera, Antonello Murgia. Presente anche in questa tredicesima edizione Mariella Cao fondatrice del comitato "Gettiamo le basi" che ha ribadito la necessità di chiudere subito i poligoni e sospendere le esercitazioni, causa di inquinamento, di tassi tumorali oltre la media e malformazioni prenatali. «La nostra Isola, pur ricoprendo solo l'8 per cento della superficie del territorio italiano, è gravata dal 61 per cento delle basi e poligoni militari di tutta Italia». Dalla Marcia viene lanciato un appello alla politica e ai mezzi di informazione che devono prestare attenzione alle necessità e alle richieste di chi scende in piazza. «Abbiamo apprezzato alcuni passaggi fatti dalle istituzioni regionali, ma non basta – ha detto Franco Uda – la politica è sorda e alcuni mezzi di informazione sembrano non accorgersi di noi». Il cammino di liberazione dalla guerra, di conquista dei diritti sembra ancora lungo. «È ormai da 13 anni che marciamo; ringraziamo coloro che ci seguono da sempre e chi per la prima volta; continueremo a farlo poiché non sono state ancora rimosse le cause che ci hanno spinto a cominciare» ha detto Paolo Pisu sindaco di Laconi, uno dei portavoce della Tavola sarda della pace. Uno sguardo è rivolto anche ai teatri di crisi internazionali; ospite della manifestazione è Padre Massimo Robol, presidente dell'Associazione di amicizia Sardegna - Palestina, missionario comboniano che ha trascorso 12 anni in Mozambico e che ha raccontato al pubblico in sala il suo impegno come attivista pacifista contro gli F35 e gli M346 a Israele e a Fawzi Ismail.

Nel pomeriggio dopo il pranzo che si è svolto al parco Aymerich, la marcia a piedi è partita da Nuragus a cui hannno partecipato oltre 800 persone. La marcia è stata accompagnata da un tempo incerto e da una leggera pioggia. 7 chilometri di camminata fino all'arrivo a Gesturi dove si è tenuta l'assemblea pomeridiana con gli interventi conclusivi. A Gesturi, erano presenti centinaia di persone: famiglie con bambini al seguito, i minatori del Sulcis, i pastori, i precari e vari rappresentanti di sindacati e associazioni. Le richieste che emergono da questa nuova mobilitazione sono nette: «Cessazione delle esercitazioni, smantellamento delle basi militari in Sardegna, bonifica dei territori, l'avvio di una inchiesta approfondita sulle conseguenze degli insediamenti sulla salute pubblica e la prosecuzione delle azioni giudiziarie per la ricerca della verità e della giustizia».

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