Metà delle famiglie sarde sono monoreddito
Da gennaio ad agosto di quest’anno nell’isola sono nate 207 imprese legate al turismo e ben 428 hanno chiuso. È uno dei dati diffusi dallo Svimez, l’associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno che...
Da gennaio ad agosto di quest’anno nell’isola sono nate 207 imprese legate al turismo e ben 428 hanno chiuso. È uno
dei dati diffusi dallo Svimez, l’associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno che lancia l’allarme: «Il Sud sta sparendo, con uno spopolamento nei prossimi decenni di oltre quattro milioni
di abitanti». Il tasso di occupazione totale nell’isola è allarmante: in Sardegna hanno un impiego fisso il 48,4 percento degli abitanti. Il tasso di occupazione maschile è del 60,3 percento, mentre quello femminile è appena il 39,7 percento, mentre il 53 percento delle famiglie sarde vive con un solo stipendio. Ancora più allarmanti i dati che riguardano le esportazioni: nel 2014 nell’isola si è registrato un calo del 15,5 percento rispetto ai due anni precedenti. La Calabria si conferma la Regione più povera d’Italia con un Pil pro capite che nel 2013 si è fermato a 15.989 euro, meno della metà delle Regioni più ricche come Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Lombardia. Nel Mezzogiorno la Regione con il Pil pro capite più elevato è stata l’Abruzzo (21.845 euro). Seguono il Molise (19.374 euro), la Sardegna (18.620), la Basilicata (17.006 euro), la Puglia (16.512 euro), la Campania (16.291 euro), la Sicilia (16.152 euro). Nel solo 2013 sono andati persi 478mila posti di lavoro in Italia, di cui 282mila al Sud. La nuova flessione riporta il numero degli occupati del Sud per la prima volta nella storia a 5,8 milioni, sotto la soglia psicologica dei 6 milioni; il livello più basso almeno dal 1977, anno da cui sono disponibili le serie storiche basi di dati
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