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Gallura in rivolta «Gli accorpamenti ci penalizzano»

di Alessandro Pirina
Gallura in rivolta «Gli accorpamenti ci penalizzano»

OLBIA. In nome della Asl la Gallura ritrova l’unità. O perlomeno ci prova. Il possibile accorpamento dell’azienda sanitaria con quella di Nuoro trova l’opposizione dell’intero territorio. Dalla costa...

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OLBIA. In nome della Asl la Gallura ritrova l’unità. O perlomeno ci prova. Il possibile accorpamento dell’azienda sanitaria con quella di Nuoro trova l’opposizione dell’intero territorio. Dalla costa all’interno, da Olbia a Tempio, sindaci e consiglieri regionali: tutti si dicono pronti a dare battaglia per salvaguardare l’autonomia, consapevoli che dall’esito di questo braccio di ferro con la Regione dipende il futuro dell’ex provincia di Olbia-Tempio. Non è un mistero, infatti, che qualora andasse in porto la nascita di un nuovo distretto sanitario targato Olbia-Nuoro, gran parte dell’Alta Gallura, a partire da Tempio, guarderebbe di nuovo verso Sassari. Ed è quello che nel nordest si vuole evitare.

La coesione. Per questo motivo Antonio Satta, primo cittadino di Padru e presidente del distretto sanitario di Olbia, uno dei padri dell'ormai ex Provincia, ha convocato i 26 sindaci del territorio per fare fronte comune. L’appuntamento è per lunedì alle 10 nella sala consiliare di Sant’Antonio, la Tramatza della Gallura.

Requisiti. «Dobbiamo vederci subito per far capire che siamo uniti, che non esiste alcuno scontro tra Olbia e Tempio – spiega Satta –. Il nostro territorio deve avere un’unica voce. La nostra è una battaglia per avere riconosciuto qualcosa che abbiamo già. Se Olbia aveva titolo prima per l’Asl, figurarsi ora che sta per nascere il polo internazionale dell'ex San Raffaele».

Il caso Tempio. Di unità del territorio parla Romeo Frediani, sindaco di Tempio, nonché presidente del distretto sanitario dell’alta Gallura. «Io sono per la difesa della regione storica della Gallura, e questo non deve riguardare solo la sanità ma tutti gli ambiti – precisa il primo cittadino –. E ritengo che affrontare il riordino delle Asl prima di aver ridisegnato il territorio sia prematuro. A me vanno bene la centrale unica per gli acquisti, il centro di emergenza, ma quanto al resto prima occorre fare un’analisi approfondita sui servizi dei vari territori, perché quello che oggi serve è il potenziamento dei presidi ospedalieri».

Il versante di Olbia. Tuona contro l’ipotesi di una fusione sanitaria il sindaco Gianni Giovannelli. «Non sono d’accordo, e ancora meno lo sono per le motivazione addotte – dice –. Non mi piace che giustifichino l’operazione dichiarando che Olbia ha la sanità privata e Nuoro quella pubblica. La sanità pubblica ce l’abbiamo anche noi e non verrà di certo cannibalizzata dall’ex San Raffaele».

Consiglieri regionali. No all’accorpamento anche da Giuseppe Meloni e Giuseppe Fasolino. «Io sono favorevole alla riforma del sistema sanitario – afferma Meloni, Pd – mentre ho qualche perplessità sulla riduzione delle Asl. Ma non sono disposto ad accettare fusioni a freddo tra territori non omogenei o la disgregazione di altri storicamente vicini per cultura, lingua e tradizione».

Tutele e difese. «L'accorpamento sarebbe un disastro – aggiunge Fasolino, Fi –. Dopo anni di lotte si rischia di perdere tutto. Dobbiamo impedirlo, anche perché il nuovo ente intermedio che nascerà dalle ceneri delle Province sarà legato al distretto sanitario. Accorpare la nostra Asl a Sassari o Nuoro equivale a scrivere la parola fine su qualsiasi battaglia per l’autonomia del nostro territorio».

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