La Nuova Sardegna

Ebola, la Regione crea tre unità di crisi

di Felice Testa
Ebola, la Regione crea tre unità di crisi

Istituiti i centri di riferimento, uno regionale e due locali a Cagliari e Sassari. Convegno dei Riformatori sull’emergenza

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Il virus Ebola minaccia il mondo e occorre far fronte al pericolo di diffusione del contagio e gestire la paura delle popolazioni. Per affrontare una possibile emergenza sanitaria e eventuali casi sospetti di malattia, la Regione ha approvato un protocollo operativo e istituito tre unità di crisi, una regionale all’assessorato alla Sanità, con funzione di coordinamento, e due locali una a Cagliari e una a Sassari.

La direttiva regionale individua nei reparti per le malattie infettive dell’Università di Sassari, a cui faranno riferimento anche le Asl di Olbia, Nuoro e Lanusei, e dell’ospedale Santissima Trinità della Asl 8 di Cagliari, a cui faranno riferimento le Asl di Oristano, Sanluri e Carbonia, i poli specialistici che, insieme alle centrali operative del 118 di Sassari e Cagliari, i Dipartimenti di Prevenzione con i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica delle Asl, garantiranno la sorveglianza e il monitoraggio delle diverse possibili situazioni di rischio.

«Il protocollo – spiega l’assessore della Sanità Luigi Arru – è stato redatto da un apposito gruppo di esperti nell’ambito delle malattie infettive, della prevenzione e sanità pubblica e dell’emergenza-urgenza dell’Università e delle Asl della Regione, che già dal mese di agosto è stato impegnato nell’analisi scientifica dei protocolli sanitari e di specifici percorsi finalizzati a far fronte alla gestione di eventuali casi sospetti di malattia da virus Ebola nel territorio regionale.

Le unità di crisi – prosegue l’assessore – rappresentano i tre organismi di riferimento attraverso i quali si dovranno articolare le possibili azioni di risposta ed è di particolare rilievo la sinergia prevista con la Prefettura, grazie alla quale si potrà assicurare il completo monitoraggio di eventuali situazioni di emergenza. La formazione e la corretta comunicazione – conclude Arru – sono gli strumenti centrali nella strategia regionale, indispensabili a garantire le adeguate competenze e l’univocità delle azioni nel rispetto dei reciproci ruoli assunti dai servizi e da tutti gli operatori coinvolti nella rete organizzativa».

Di come affrontare il problema Ebola, si è parlato nel corso del dibattito, organizzato, ieri, dai Riformatori, al quale hanno partecipato Pierpaolo Vargiu, presidente della Commissione Sanità della Camera, Ilaria Capua, virologa e vice presidente della Commissione cultura della Camera, e Silvana Tilocca, igienista, e membro del gruppo di lavoro sull’Ebola, istituito dalla Regione.

«L’Ebola – dice Pierpaolo Vargiu – esiste da 35 anni e non è mai stato investito un soldo nella ricerca, perché il virus interessava pochi paesi marginali dell’Africa Centrale. Oggi, l’Occidente non può più ragionare su problemi sanitari come se riguardassero solo alcune specifiche nazioni. Non ci sono epidemie in Guinea, ci sono epidemie che dalla Guinea minacciano il mondo. La risposta sanitaria deve essere globale».

Ebola, sottolinea Ilaria Capua, è solo la punta dell’iceberg di una serie di fenomeni sanitari che riguardano la globalizzazione.

«Ebola – spiega la parlamentare – come altri virus, si trasmette dagli animali all’uomo e si sta espandendo perché la malattia è passata dai villaggi alle grandi città africane, dove più difficile è il controllo del contagio. Ebola – aggiunge – è scappata di mano all’Oms che ha sottovalutato determinate dinamiche, pensando che il virus non sarebbe mai arrivato dalle campagne alle città. Così non è stato».

La Sardegna, come il resto d’Italia è a rischio limitato, ma non esente da pericoli.

«Pensare di occuparci della salute con azioni circoscritte al nostro territorio è un errore – afferma Silvana Tilocca –. Ebola ci costringe a ragionare in termini globali. Dobbiamo occuparci delle diseguaglianze di salute nel mondo, non possiamo più ignorare le condizioni sanitarie delle altre popolazioni. Ma non esiste solo Ebola e altre patologie stanno riemergendo anche da noi, in un contesto di impoverimento progressivo. Per quanto riguarda l’aspetto specifico di Ebola, la Regione ha elaborato un protocollo che prevede otto diversi codici, distinti da diversi colori, con otto possibilità di risposte in base alla specificità e gravità delle possibili situazioni. Il protocollo, inoltre, stabilisce i criteri del trasporto di eventuali malati, le misure di decontaminazione, l’utilizzo delle protezioni individuali, la formazione degli operatori sanitari e la corretta comunicazione, strumento, quest’ultimo, indispensabile per contenere la paura e arginare il panico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Scuola

Maturità 2026, la carica dei 12mila maturandi sardi: tutto pronto per la notte prima degli esami – Ecco che cosa cambia

Le nostre iniziative