La Nuova Sardegna

i lavoratori contro l’ad scaramella

«Giù dalla torre solo di fronte a proposte eque»

«Giù dalla torre solo di fronte a proposte eque»

OLBIA. Grazie dell’interessamento ma da qui i due lavoratori non scenderanno. «Vuole parlare con noi? Lo aspettiamo nel parcheggio, nessuno interromperà le sue parole. Ma il confronto si potrà fare...

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Grazie dell’interessamento ma da qui i due lavoratori non scenderanno. «Vuole parlare con noi? Lo aspettiamo nel parcheggio, nessuno interromperà le sue parole. Ma il confronto si potrà fare solo rispettando le forme e i ruoli, per questo ci sono i rappresentanti sindacali. I due colleghi sono il nostro faro in questa vertenza: scenderanno solo quando ci saranno proposte eque sulle quali discutere. Decideremo tutti insieme». La seconda telefonata dell’amministratore delegato di Meridiana Roberto Scaramella, ieri pomeriggio, al pilota arrampicato per protesta alla torre dell’illuminazione, è stata accolta con cortesia: «Ma è solo un gesto per smorzare i toni. Non ci stiamo». Rispondono così i lavoratori, che anzi vogliono rendere ancora più incisiva la mobilitazione.

Torneranno nel cuore della città domattina: appuntamento alle 10 nella piazza Regina Margherita. «Aggiorneremo i cittadini, per cercare di coinvolgerli ancor più in una vicenda che se si concluderà come prevede l’azienda, sarà l’ennesimo dramma per la città, per il territorio e per la Sardegna». 1634 buste paga usciranno dalla dinamica economica, un migliaio sono di lavoratori sardi.

Riuniti nel piazzale del parcheggio, sotto la torre sulla quale Andrea Mascia e Alessandro Santocchini si sono simbolicamente imprigionati da giorni, i dipendenti di Meridiana presidiano costantemente e due volte al giorno si riuniscono in assemblea per fare il punto. Nel pomeriggio hanno ricevuto la visita del sindaco Gianni Giovannelli e i due dipendenti sulla torre hanno ricevuto le visite mediche (Mascia effettua lo sciopero della fame).

Lucilla Ranzi, assistente di volo, impegnata nella Usb, punta sugli aspetti giuridico-sindacali della vertenza, contestando la distinzione tra Meridiana Fly e Air Italy: «Le istituzioni tengano conto delle varie sentenze dei tribunali che in casi analoghi hanno ribadito la unicità aziendale: Meridiana Fly e Air Italy hanno la stessa struttura, gli stessi servizi, operano nello stesso ambito d’attività, perché licenziare solo in Meridiana? La mobilità è nulla». Insistono sulla reazione collettiva, una class action insomma, con centinaia di ricorsi che, ne sono certi, daranno loro ragione: «Azienda e istituzioni valutino, perché una valanga di contenziosi giudiziari comporterà un notevole impegno economico per l’azienda. Vale la pena, o e meglio affrontare correttamente la vertenza evitando l’accetta sui dipendenti?», osserva Stefano Spada, avvolto nella maglietta rossa simbolica della mobilitazione con la scritta “Sono un esubero Meridiana”.

Il caso Meridiana è un grande problema sardo, incalza Walter Mura, soddisfatto dell’intervento alla Camera di Michele Piras (deputato di Sel) che ha portato in campo il ministro Poletti –. Tutto ciò che ne deriva pesa sulla Sardegna. Vogliono puntare sul low cost? Ma già lo facciamo, eccome. Provino a inserire nei nostri spazi altre compagnie e verifichiamo se sono disposte ad applicare le nostre tariffe».(gpm)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
L’incidente

Tragedia in Veneto, frena per evitare un’auto: camionista sassarese muore schiacciato dal carico d’acciaio – Ecco chi è la vittima

Le nostre iniziative