La Nuova Sardegna

“Alta fedeltà” al cinema Dai cartoni a Chaplin

di Fabio Canessa
“Alta fedeltà” al cinema Dai cartoni a Chaplin

Sassari, al via da stasera la rassegna autunnale con tanti film

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SASSARI. Un lungo processo creativo, costato circa otto anni di lavoro, per la realizzazione di quello che probabilmente sarà l'ultimo film di uno dei più grandi maestri dell'animazione. Dopo aver emozionato il pubblico giapponese ed entusiasmato la critica internazionale, “La storia della principessa splendente” di Isao Takahata, fondatore insieme ad Hayao Miyazaki dello Studio Ghibli, arriva nelle sale italiane e a Sassari aprirà oggi “Alta Fedeltà”, la rassegna organizzata dal Nuovo Circolo del Cinema con la gestione cinema di Giorgia Guarino.

Appuntamento al Verdi alle 18 e replica anche domani (alle 18.30 e alle 21) per la proiezione del film basato su un racconto popolare giapponese che inaugura il programma autunnale della rassegna. Regista di serie animate molto note anche in Italia come “Heidi” e “Anna dai capelli rossi”, Takahata sceglie un'animazione sperimentale per raccontare le vicende di Kaguya, creatura arrivata dalla luna e trovata da un tagliatore di bambù che insieme alla moglie la cresce fino quando lei non diventa una splendida ragazza. Se l'animazione targata Studio Ghibli non è la prima volta che trova spazio nella rassegna, la novità arriva dall'ingresso nel circuito “Il cinema ritrovato” lanciato dalla Cineteca di Bologna per riportare in sala capolavori restaurati e proposti nella loro versione originale sottotitolata. Troveranno così spazio insieme ad alcuni dei migliori film dell'ultima stagione cinematografica, premiati ai principali festival, anche tre grandi classici restaurati: “Gioventù bruciata”, “Tempi moderni” e “I quattrocento colpi”. La rassegna proseguirà mercoledì prossimo, 12 novembre, proprio con uno di questi capolavori: il film che ha reso immortale James Dean, diretto nel 1955 da Nicholas Ray. Un film, “Gioventù bruciata”, entrato nel mito per il suo protagonista, ma più in generale per la fotografia della nuova realtà dei costumi che andava affermandosi in quegli anni in America e per la rappresentazione della gioventù inquieta, ribelle (senza una causa per citare il titolo americano, Rebel Without a Cause).

La proiezione sarà in versione originale sottotitolata in italiano, così come quella dei film successivi. Il terzo film in programma, il 19 novembre, è un'altra produzione giapponese, ma in questo caso non d'animazione: “Father and Son”, premio della Giuria al Festival di Cannes 2013, firmato da uno degli autori più importanti degli ultimi venti anni: Hirokazu Koreeda. Raccontando la vicenda di uno scambio di neonati in culla, il film riflette sull’essenza stessa della paternità.

L’ultimo appuntamento del mese di novembre, mercoledì 26, è con un film italiano: “Belluscone. Una storia siciliana” di Franco Maresco che con questa inchiesta sui generis sui legami tra Berlusconi e la Sicilia si è aggiudicato il premio speciale della Giuria Orizzonti all'ultima Mostra del cinema di Venezia. Stesso premio, ma nella sezione principale del Concorso, ha vinto “The Look of Silence” (proiezione il 3 dicembre), documentario di Joshua Oppenheimer che dopo lo sconvolgente “The Act of Killing" torna a parlare del genocidio in Indonesia negli anni Sessanta. Con gli ultimi due appuntamenti, il 10 e il 17 dicembre, altri due tuffi nel passato, nella grande storia del cinema.

Al Verdi si potrà godere del privilegio della visione in versione restaurata di “Tempi moderni”, capolavoro del 1936 di Charlie Chaplin, e del film d'esordio di François Truffaut, a trent'anni dalla morte del regista francese: l'indimenticabile “I quattrocento colpi”.

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