I minatori Igea: non ci muoviamo da qui
Lula, gli operai che occupano il pozzo di Sos Enattos chiedono garanzie: «Vogliamo risposte certe»
LULA. I sette minatori di Sos Enattos restano ancora nel pozzo a 80 metri di profondità e nonostante gli sviluppi in positivo permane, per il momento, la propensione a non mollare. Aldilà di tutto c’è il problema salute. «Così non possono continuare, per curarsi devono uscire. Non stanno per niente bene», hanno detto i medici che in tempi diversi hanno visitato i minatori, invitandoli a uscire e lasciando intendere che restare in un luogo poco salubre sta facendo insorgere diverse patologie. Una settimana in fondo al pozzo con un bollettino medico non proprio limpido, oltre gli stipendi arretrati e la rabbia di vedere svanire la certezza del posto di lavoro: la tensione è al massimo sia dentro la galleria sia fuori fra i minatori che attendono e la gente che bivacca sul piazzale a testimoniare la solidarietà. «Vogliamo risposte certe» sostengono gli operai mentre attendono il rientro della Rsu e del sindaco che a Cagliari martedì hanno partecipato al vertice con l’assessore all’industria Maria Grazia Piras e ieri incontrato i capigruppo consiliari in Regione che si sono dichiarati tutti d’accordo a salvare l’Igea, evidentemente sotto una nuova veste. Adesso i dipendenti Igea dovranno valutare il da farsi a partire da oggi dopo «aver vagliato attentamente i risultati, in base alle garanzie date dalla giunta e dai partiti». In particolare si chiede una verbalizzazione dell’accordo, modi e tempi. «Si è fatto un passo avanti, ci sono diverse cose da chiarire, ci è stato garantito il massimo impegno nel mettere in campo tutti gli strumenti per la piena operatività. C’è l’impegno da parte di tutti. Ci sono gli spiragli per uno sbocco in positivo, lo hanno lasciato intravedere» ha sostenuto, per telefono, il sindaco Calia. Per quanto riguarda gli stipendi c’è l’impegno da parte della Regione affinché l’Igea possa pagare entro il 20 novembre la retribuzione di ottobre e quella di novembre alla fine del mese. Restano altre 4 mensilità.
Peraltro Regione, sindacati e lavoratori Igea hanno concordato di presentare un nuovo piano industriale con l’obiettivo di costruire un nuovo modello organizzativo attraverso uno snellimento dei costi di gestione. Si è parlato di esodo incentivato dei lavoratori, attivazione di ammortizzatori sociali, di riqualificazione e formazione dei dipendenti, di personale in grado di svolgere lavori di bonifica. «Sos Enattos è una realtà, apprezzata dai tanti visitatori, diversa degli altri siti Igea – ha sostenuto un minatore – il nostro è un gioiellino di cui si dovrà tener conto». Per desistere «vogliamo certezze sia sugli stipendi e soprattutto sul futuro lavorativo: le bonifiche spettano a noi e non ai privati».
Quest’ultimo, insieme a un modello nuovo di Igea, è il punto cruciale. Si discute, come del resto negli altri siti minerari, e non resta che pazientare per sapere se da oggi cesserà l’occupazione del pozzo.
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