La Nuova Sardegna

La storia sconosciuta di due eroi umili

di Pier Luigi Piredda
La storia sconosciuta di due eroi umili

Giambattista Fele e Giuseppe Fronteddu hanno salvato la vita ai poliziotti che erano con Tanzi quando crollò il ponte di Oloè

5 MINUTI DI LETTURA





OLIENA. Il fuoristrada arrancava nel buio lungo una strada scivolosa in cui scorrevano acqua e fango. Pioveva ancora, anche se ormai era una pioggia normale, non più quella torrenziale che si era abbattuta per tutta la giornata sulle campagne trasformandole in acquitrini. Giuseppe Fronteddu guidava con circospezione, tesissimo, nonostante quella strada che da Dorgali porta a Oliena la percorra quotidianamente, anche due, tre volte al giorno, da oltre 20 anni. Ma quella sera aveva uno strano presentimento. Giambattista Fele, sul sedile accanto, scrutava l’oscurità attraverso il parabrezza martellato dalla pioggia. Poi all’improvviso, alle loro spalle, un lampeggiante azzurro. Giuseppe sterza e si sposta sul lato destro per far passare un fuoristrada della polizia che sta scortando un’ambulanza. Non corrono, perché non possono farlo in quella strada trasformata in fiume, ma vanno più veloci del fuoristrada dei due allevatori, che si accoda. Si marcia in colonna. Una curva, un’altra, in lontananza le luci di Nuoro, un’altra curva ancora a sinistra e poi.

«All’improvviso i lampeggianti azzurri davanti a quelli dell’ambulanza sono scomparsi, inghiottiti dal buio della notte – hanno ricordato Giuseppe Fronteddu, un allevatore di 36 anni, e Giambattista Fele, 30 anni, anche lui allevatore ma con in tasca l’abilitazione di vigile del fuoco discontinuo e il sogno di poter indossare un giorno quella divisa. Sono entrambi di Oliena –. Sulla strada c’era solo l’ambulanza, il fuoristrada della polizia era scomparso. Siamo scesi immediatamente dalla nostra auto e con estrema cautela, sfruttando le luci dei fari del mezzo di soccorso e illuminando i nostri passi con una pila ci siamo incamminati verso il ponte di Oloè. Un pezzo del ponte non c’era più: c’era solo un grande buco nero illuminato macabramente dal lampeggiante azzurro del fuoristrada della polizia che era finito dentro la voragine. L’auto era in bilico, incastrata tra i piloni in cemento. Ci siamo avvicinati, camminando sulla spalletta del ponte rimasta. Dal buco nero saliva il rumore assordante del fiume che scorreva impetuoso sotto il ponte – hanno aggiunto i due amici –. All’improvviso un lamento. Poi una voce. Un altro lamento flebile. Così abbiamo capito che dentro l’auto finita nel buco c’era qualcuno ancora vivo».

Giambattista Fele non ci ha pensato un attimo. Si è legato una corda attorno alla vita e, con l’aiuto di Giuseppe, si è calato nel buio facendosi luce con la pila. Con un’altra corda ha immediatamente legato la macchina mentre l’altro capo era stato assicurato da Giuseppe intorno a un pilone in cemento in superficie. Una volta messa in sicurezza l’auto, che da un momento all’altro sarebbe potuta finire nel fiume in piena e trasportata chissà dove, i due giovani hanno cominciato le operazioni di soccorso.

«L’unico che si muoveva e parlava era Gavino Chighine – ha ricordato Giambattista Fele –. Era sul sedile posteriore. Sanguinante e dolorante, chiamava per nome i suoi colleghi e cercava in tutte le maniere di uscire dalla macchina. L’ho fermato tre volte. Se avesse aperto lo sportello sarebbe caduto nell’acqua. Non c’era tempo da perdere. L’ho calmato, gli ho detto chi ero: ci conoscevamo perché ci eravamo incontrati in un incidente, lui poliziotto e io vigile del fuoco. Ha capito ed è rimasto fermo mentre lo imbragavo con un fascia in modo che così Giuseppe riuscisse a tirarlo fuori dal buco. Lentamente e con la massima cautela l’abbiamo riportato in superficie. E affidato ai soccorsi degli operatori dell’ambulanza che erano ancora sconvolti per lo scampato pericolo, visto che si erano fermati a pochi centimetri dal baratro. Poi, sono tornato giù per cercare di aiutare gli altri – ha continuato Giambattista Fele, mentre Giuseppe Fronteddu lo ascolta in silenzio confermando con il movimento della testa il racconto di ogni secondo di quella notte terribile –. Ma erano incastrati, non c’era modo di tirarli fuori dall’abitacolo». Nessuno dei due allevatori parla di Luca Tanzi, l’assistente capo di polizia di Nuoro, sposato e padre di due bambini, unica vittima di quel terrificante incidente. «Ho assicurato meglio il fuoristrada per impedire che cadesse nel fiume e sono rimasto con loro (gli altri due agenti gravemente feriti: Gavino Virdis di Bono e Mirko Pellino) per controllare la situazione fino a quando Giuseppe non mi ha detto che erano arrivati i soccorsi – ha concluso Giambattista Fele –. Non dimenticherò mai i loro lamenti, ma non potevo fare nulla».

Così, in un giorno di novembre del 2013, il 18, una data che la Sardegna non potrà mai dimenticare, segnata tragicamente da 19 croci, due persone comuni sono diventate eroi. Senza volerlo, semplicemente per aiutare il prossimo con coraggio e umiltà. Così tanta umiltà che la storia di Giuseppe e Giambattista sarebbe rimansta nel silenzio per sempre, perché loro hanno sempre detto di aver fatto soltanto quel che sembrava giusto. A farla conoscere sono stati gli amici, e in particolare l’ispettore capo di polizia Nicola Boi, amico di Luca Tanzi, e l’assistente capo Angelino Montresor, segretario provinciale del sindacato Consap, che si sono mobilitati per far emergere la storia e far ottenere ai due olianesi un riconoscimento per il loro gesto. Un riconoscimento che arriverà domani dal Comune di Oliena, grazie all’impegno dell’assessore Valentino Carta. Anche il prefetto Ninni Meloni e il questore Pierluigi D’angelo saranno presenti alla cerimonia per conoscere i due eroi umili. Nonostante i riconoscimenti e gli encomi, per Giuseppe e Giambattista la vita continuerà a scorrere come tutti i giorni. Segnata dai duri ritmi del lavoro in campagna. Ma con qualcosa di grande e indissolubile da quel 18 novembre: l’amicizia con Gavino Chighine, il poliziotto al quale hanno salvato la vita.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative