La Nuova Sardegna

Arzachena, shock dopo l’arresto di Antonello Matiz

di Giampiero Cocco
Arzachena, shock dopo l’arresto di Antonello Matiz

Nel centro gallurese, dopo la bufera, parla solo il sindaco Alberto Ragnedda: «Fino ad ora un dirigente irreprensibile»

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INVIATO AD ARZACHENA. Parlare di Antonello Matiz, il giorno dopo il suo clamoroso arresto per la presunta corruzione che gli avrebbe fruttato 20 mila euro, è come gettare l’acqua santa sul diavolo. Tutti fuggono, e nessuno rilascia dichiarazioni. Nel frattempo gli adempimenti giudiziari e investigativi vanno avanti e il magistrato inquirente, Domenico Fiordalisi, ha già fissato per mercoledi prossimo l’interrogatorio del tre arrestati.

Antonello Matiz, uno dei dirigenti di massimo grado del Comune di Arzachena, l’amministratore della società immobiliare “Rufus srl” Francesco Lavorato (che avrebbe pagato con una mazzetta di euro di provenienza russa l’autorizzazione ad ampliare Villa Carruba a Romazzino) e il geometra Fabrizio Maccioni, libero professionista e collaboratore dello studio tecnico gestito dai fratelli di Antonello Matiz (finiti anche loro nel calderone giudiziario) verranno sentiti negli uffici della Procura di Tempio.

Nei bar del centro gallurese che pullulano di disoccupati locali e d’importazione – una moltitudine di operai, carpentieri, muratori e manovali che si getterebbero sul fuoco pur d’avere una settimana di lavoro – non si parla d’altro, ma tutti tacciono non appena si accenna al blitz di avantieri, quando sono finiti agli arresti domiciliari i tre personaggi, uno dei quali, Antonello Matiz, già capo dell’ufficio tecnico, conosciuto non soltanto in Gallura, ma nell’intera isola. In Comune l’unico che parla del dirigente finito agli arresti domiciliari e il sindaco Alberto Ragnedda, che afferma di riporre «la massima fiducia nell’operato della magistratura, offrendo ad essa, come sempre, la più ampia collaborazione. Detto questo – precisa Ragnedda – non entro nel merito di una indagine che vede implicato un valente dirigente, la cui condotta professionale risulta sinora irreprensibile». Fine della dichiarazione, che lascia trasparire il naturale imbarazzo del primo cittadino che, come tutti, è rimasto sorpreso dall’impennata giudiziaria che hanno assunto le indagini avviate sulle presunte tangenti per l’edilizia in Costa Smeralda.

«Abbiamo avuto un incontro con il nostro assistito – hanno spiegato i difensori di Antonello Matiz, gli avvocati Gerolamo e Filippo Orecchioni – e attendiamo fiduciosi il confronto con il magistrato inquirente, al quale daremo le risposte che si attende. Va precisato che l’architetto Matiz si dichiara del tutto estraneo a qualunque illecito, sia esso di natura penale che amministrativo». Stesso discorso per gli avvocato che assistono il geometra nuorese (ma trapiantato in Gallura da decenni) Fabrizio Maccioni, assistito dai penalisti Angelo e Jacopo Merlini, i quali hanno detto che il loro assistito «non ha nulla da nascondere su una vicenda che ritiene del tutto cristallina in una attività professionale svolta nella massima correttezza, che potrà dimostrare rispondendo alle domande nel corso dell’interrogatorio al quale si presenterà con la documentazione necessaria a certificare la propria innocenza». Il legale di Francesco Lavorato, l’avvocato torinese Stefano Valentini, attende di conoscere a fondo i capi d’accusa ed esaminerà con la dovuta attenzione i capi d’imputazione prima di presentarsi davanti al magistrato inquirente, il capo della Procura di Tempio Domenico Fiordalisi. Al quale, ieri, gli agenti e gli ufficiali della guardia di finanza che hanno eseguito le diverse perquisizione domiciliari e negli studi pubblici e privati dei tre arrestati hanno trasmesso il lungo elenco del materiale informatico e cartaceo messo sotto sequestro. Sono anche scattati i controlli bancari nei confronti degli arrestati, con l’acquisizione dei tabulati e dei movimenti economici effettuati negli ultimi anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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