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Cagliari

Contributi, il Cagliari calcio contro la Regione

Roberto Muretto
Contributi, il Cagliari calcio contro la Regione

La società sportiva rivendica più di due milioni di euro e annuncia ricorso contro l’annullamento della convenzione

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CAGLIARI. Il Cagliari Calcio ha deciso di portare la Regione in tribunale. Il presidente Tommaso Giulini ha rotto gli indugi dopo che l’agenzia regionale Sardegna Promozione ha risolto la convenzione con il club rossoblù. L’effetto di questa determinazione mette nei guai la società di viale La Playa perchè la priva di sostanziosi contributi (messi a bilancio) assegnati e mai erogati, in relazione all’attività di promozione e valorizzazione dell’immagine della Sardegna.

Il Cagliari rivendica 181mila euro a saldo del periodo 2012-2013, più un milione e 950mila euro che fanno riferimento all’annata appena trascorsa. Per quella in corso, invece, si era parlato di un contributo pari a un milione e 350mila euro. Ma in questo senso non c’è stato nessun impegno ufficiale. Dopo un lungo silenzio (il caso era stato sollevato nei mesi scorsi dal nostro giornale) il Cagliari Calcio fa sentire la propria voce «convinto che i giudici annulleranno un provvedimento che si fonda su presupposti privi di riscontro». Le motivazioni. Sardegna Promozione è nata nel 2006 come agenzia da impegnare in attività di lancio del “marchio” Sardegna con obiettivi turistici.

Secondo i rilievi fatti dalla Corte dei Conti, si sarebbe trasformata in una sorta di sportello elettorale utilizzato per finanziare le società sportive. Ma la cosa più grave è che sarebbero stati “foraggiati” eventi che non meritano attenzione perché la loro efficacia sul piano della comunicazione è tutta da dimostrare non avendo prodotto rientri sotto il profilo dell’immagine.

La protesta. «Così vengono sconfessati - scrive in una nota il Cagliari Calcio - impegni e rassicurazioni fornite a più riprese. Cancellato qualsiasi riconoscimento dell’attività di promozione svolta nella scorsa stagione e in quella attuale a partire dal ritiro di Sappada». La nota assume un tono polemico quando recita «è evidente un disinteresse nei confronti della società sportiva sarda più rappresentativa. Ci sentiamo discriminati rispetto ad altri club beneficiari di analoghi interventi, che pur trovandosi nelle medesime condizioni contrattuali, hanno usufruito in tutto o almeno in parte i contributi previsti, mentre noi non abbiamo ricevuto nessun bonifico». Infine un grido d’allarme: «Pur confidando in una positiva soluzione della vicenda nelle sedi opportune esprimiamo tutta la preoccupazione per le conseguenze che questa decisione comporterà per il futuro».

La risposta. «Le criticità relative al rapporto di co-marketing tra Regione e Cagliari derivano dal passato e non hanno nulla a che fare con l’attività attuale della giunta regionale». Parole dell’assessore regionale al Turismo, Francesco Morandi, che rincara la dose. «Occorre dire la verità, non esiste alcuna questione politica e non c’è nessun accanimento nei confronti delle società sportive». Altre posizioni. La Dinamo Sassari resta in attesa. «Noi abbiamo fatto un percorso condiviso con la Regione - la considerazione del presidente Stefano Sardara -, dopodichè Sardegna Promozione ha avuto un’altra sorte. Sappiamo che ci sono dei tempi tecnici da rispettare ma siamo tranquilli». L’ottimismo della società sassarese deriva dalla certezza di aver fatto le cose per bene, rispettando i criteri. Il mondo dello sport è in allarme, senza questi soldi (considerato il periodo di forte recessione) fare attività ad alto livello diventa difficile e a lungo andare impossibile. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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