Orani si stringe nell’addio a Roberto
Il parroco: «Una corsa imprudente, forse per evitare un piccolo guaio, che è sfociata in tragedia»
ORANI. Il paese intero ieri pomeriggio si è riunito nella chiesa parrocchiale per dare l’ultimo saluto a Roberto Coi, il venticinquenne che ha perso la vita nel tragico incidente di giovedì notte a Nuoro, nel cuore della città, in cui sono rimasti coinvolti altri due giovani di Orani, Salvatore Morittu di 20 anni e Giuseppe Dessolis di 18.
Il primo, che conduceva l’auto, un’Alfa 147, ha riportato lievi ferite, mentre Dessolis, ancora ricoverato all’ospedale San Francesco, ha riportato la frattura di un femore e dovrà affrontare ancora diversi giorni di cure prima di essere dimesso.
Un paese ancora scosso e quasi incredulo davanti alla tragedia. L’evento ha profondamente turbato la comunità oranese, colpita al cuore per la perdita del ragazzo, e che ieri si è stretta attorno ai familiari nella cerimonia funebre. Il feretro è giunto in parrocchia poco prima delle 15.30, e, seguito da parenti e amici, ha attraversato la navata centrale della chiesa gremita, tra due ali di folla commossa. Tantissimi i giovani presenti, non solo i compaesani che lo hanno visto crescere insieme a loro, ma anche tanti ragazzi provenienti dai paesi vicini che lo hanno conosciuto e apprezzato per il suo essere solare e per la sua gioia di vivere. «Roberto amava la vita, – ha dichiarato dal pulpito il parroco don Riccardo Fenudi, che insieme a don Piero Mula ex parroco del paese, ha celebrato la messa – gli piaceva correre a cavallo, magari indossando il costume sardo. Partecipava a tutte le processioni e probabilmente si preparava alla prossima, quella del patrono Sant’Andrea. Ma amava anche il calcio, perciò aveva aderito con entusiasmo al torneo della parrocchia, divertendosi e facendo divertire».
«Come tutti i giovani – ha proseguito il parroco di Orani don Riccardo Fenudi – anche lui aveva sogni e speranze, improvvisamente spezzati dalla morte. Una corsa imprudente, forse per evitare un piccolo guaio, che è sfociata in tragedia. Uno schianto nel buio in cui i sogni e le speranze si sono infrante, che sembra un incubo, ma è invece si è rivelata una triste realtà».
Il parroco ha ribadito durante la messa quanto sia difficile trovare le parole adatte per confortare chi vive un tale dolore. «In questo momento si fa fatica a trovare le parole per dare fiducia e conforto a chi soffre, – ha detto, infatti, il sacerdote – al dolore dei genitori, della sorella e di chi lo ha conosciuto e amato. Noi rivolgiamo una preghiera a Roberto, affinché preghi perché il Signore consoli i suoi, e li aiuti a superare questo momento e andare avanti nella vita».
Prima di chiudere l’omelia, infine, il parroco ha riportato la testimonianza della catechista che aveva preparato Roberto alla prima comunione, che lo ha ricordato come «un bambino buono e pieno di affetto verso tutti».
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