Delrio: «Sì a deroghe al patto di stabilità»
Il sottosegretario nelle Regioni alluvionate: nessuna limitazione ai lavori urgenti, in arrivo misure per i mutui
ROMA. Nelle regioni del nord che piangono i morti e contano i danni di un’ondata di maltempo senza precedenti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio assicura che il governo non si tirerà indietro davanti alle richieste degli enti locali in ginocchio: «Le leggi esistono, ma viene prima la sicurezza delle persone».
Lo conferma a Genova, ad Alessandria, a Milano, dove arriva accompagnato dal capo della Protezione civile, Franco Gabrielli: «Il patto di stabilità non sarà un problema per chi ha subito eventi catastrofici come il terremoto o drammatici come le alluvioni», quindi «non ci saranno limitazioni ai lavori di somma urgenza».
È il via libera agli amministratori perché non abbiano «timori» di essere inquisiti o di non trovare le risorse, perché «uno Stato serio è al fianco di chi ripristina le condizioni di sicurezza» e perché davanti alla tutela della vita umana i vincoli di spesa imposti a Comuni e Regioni saranno allentati: «Nel Patto di stabilità, abbattuto da 4,3 miliardi a un miliardo, metteremo anche una clausola particolarmente favorevole per tutti i Comuni colpiti da calamità» spiega Delrio. Nel primo Consiglio dei ministri utile, inoltre, arriverà la dichiarazione d’emergenza. Resta il problema di rimpinguare il Fondo per le emergenze della Protezione civile, «già portato a 150 milioni nella prima bozza della legge di Stabilità» e che «deve essere capiente», mentre anche sul fronte dei risarcimenti le risorse sono insufficienti: il conto dei danni degli stati d’emergenza già definiti - una ventina sui 25 ancora aperti per il 2013 - ammonta a 3 miliardi, a cui va aggiunto oltre un miliardo di danni causati dagli ultimi disastri.
Ai sindaci Delrio annuncia inoltre la possibilità di accendere nuovi mutui per 3 miliardi di euro a tasso zero e la facoltà di rinegoziare i mutui esistenti a nuovi tassi, «tutte misure già inserite nella legge di Stabilità». Ma il sottosegretario mette in guardia: il governo varerà «un grande piano» contro il dissesto (il programma da 9 miliardi coordinato dalla struttura di missione #italiasicura che giovedì a Roma ha convocato una riunione), ma anche se entro il 2015 saranno “liberati” tutti i fondi rimasti fermi (2,3 miliardi) «questo non risolverà il problema di eventi eccezionali» dovuti ai cambiamenti climatici. Il governo valuta dunque l’ipotesi di una assicurazione obbligatoria, sulla quale ha più volte insistito Gabrielli, ma «è un tema delicato».
Dopo la polemica a distanza con il premier Matteo Renzi sulla gestione del territorio da parte dalle Regioni e sui condoni varati dai governi, il governatore della Liguria, Claudio Burlando, che conta un miliardo di danni, è soddisfatto: «I lavori partiranno anche se i soldi arriveranno nel 2015, quando dovremo pagare le opere». Ma adesso, chiede, «il governo faccia una legge severa sull’urbanistica». Incassa un risultato atteso anche il presidente della Lombardia Roberto Maroni che, alla vigilia dell’incontro con Delrio a Milano aveva detto: «Renzi smetta di dare sempre la colpa agli altri e metta le risorse». Per completare il progetto delle cinque vasche di laminazione del Seveso, infatti, il governo stanzierà 80 milioni. Soddisfatto anche il governatore del Piemonte Sergio Chiamaparino, che chiede però che il tema del dissesto non resti legato alla contingenza: «Bisogna tenere fuori dal patto di stabilità tutti gli investimenti per la prevenzione». Dal Veneto, anche Luca Zaia chiede di eliminare tutti i lacci che impediscono la messa in sicurezza del territorio: «Abbiamo fondi a disposizione e non li possiamo spendere. Nonostante questo stiamo portando a compimento 925 opere».
Davanti alle critiche di Sel, che punta il dito contro la «nuova cementificazione» avallata dallo Sblocca Italia, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi replica: «Non ci sarà alcun condono, non c’è un metro cubo che sia di nuove costruzioni». Luigi Di Maio, vice presidente della Camera ed esponente del Movimento 5 Stelle, invece, definisce «una ignobile sfilata» il tour di Delrio e chiede di portare subito in aula un decreto legge sulle zone alluvionate, mentre Pippo Civati, Pd, lancia un appello ad approvare finalmente la legge sul consumo del suolo, «ferma da tre anni».
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