Danni tedeschi nella base, tutti contro il ministero
Polemica dopo la conferma da Berlino che alle bonifiche dovrà pensare l’Italia Per ora nessun commento dalla Difesa, ma i politici sardi esigono spiegazioni
SASSARI. È un film già visto. O quasi. Man mano che da Berlino continuano ad arrivare notizie sull’incendio fatto scoppiare da caccia tedeschi in esercitazione a inizio settembre, gli esponenti politici dell’isola rincarano la dose di accuse contro il governo italiano. L’esecutivo guidato da Angela Merkel ha appena chiarito in parlamento, rispondendo a una interpellanza, che i danni a Capo Frasca li pagheranno gli italiani. Ma da Roma non è arrivato alcuna reazione alle notizie circolate negli ultimi giorni e anticipate dal sito SardiniaPost. Così, mentre infuria di nuovo la polemica, dall’isola si scatena una gara d’attacchi alla Difesa, anche per la mancanza di qualsiasi spiegazione.
«Preparerò subito un’interrogazione al ministro Pinotti per conoscere i termini di questo accordo italo-tedesco», ha annunciato attraverso i social il senatore cagliaritano di M5S Roberto Cotti. «Stiamo diventando ormai gli zimbelli d’Europa», ha incalzato il suo collega del MoVimento Nicola Bianchi, deputato sennorese. «Fatti come questi, se saranno confermati in tutta la loro preoccupante gravità, dimostrano che siamo succubi della Germania e degli Stati Uniti», ha tuonato ancora Bianchi. Che ha così concluso: «Sicuramente alla Camera seguiremo l’esempio di Cotti al Senato pretendendo spiegazioni dettagliate su questo e altri passaggi legati alle servitù militari in Sardegna. Non è più possibile che da parte del governo, nonostante le ripetute sollecitazioni, non arrivi mai alcuna delucidazione».
Richiesti dalla “Nuova” di commentare le notizie che dal parlamento tedesco sono rimbalzate sul web infiammando il dibattito politico specialmente in Sardegna, le autorità militari e i responsabili dei rapporti con gli organi d’informazione del ministero della Difesa per ora non hanno fatto seguire nessuna nota stampa. Può darsi però che da Roma almeno oggi o dami possa arrivare qualche chiarimento.
Chi invece non ha mancato di rilanciare accuse al governo è stato l’indipendentista Gavino Sale, dell’Irs. «Sapevamo già che i poligoni sulla nostra terra funzionano come una riserva di caccia: chiunque può venire a sparare perché poi a riparare i danni deve pensare chi amministra la tenuta – ha dichiarato il consigliere regionale – E sappiamo che l’Italia ha affittato per due settimane ai tedeschi Capo Frasca per una somma che si avvicina ai 16 milioni, qualcosa come un milione al giorno. Ma quel che stupisce è l’ostentata libertà che il governo di Roma, nato da una semplice coalizione di forze molto diverse tra loro e a ogni modo oggi su posizioni ben lontane dalla nostra giunta di centrosinistra, si dà e dà nella distruzioni dei beni ambientali dell’isola».
Sale ha poi contestato il «reiterato silenzio assicurato in tutti questi mesi e anni dai vari esecutivi che si sono avvicendati a Palazzo Chigi». Per poi aggiungere senza mezzi termini: «Lo Stato italiano deve dirci quanto ha guadagnato e continua a guadagnare sulla nostra pelle. Australiani e inglesi hanno risarcito gli aborigeni per le devastazioni belliche compiute in Oceania. La stessa Merkel, richiesta di spiegazioni dai parlamentari, tedeschi fa rispondere immediamente dai suoi in parlamento. Invece in Italia nessuno parla, nessuno si assume responsabilità. Mi auguro proprio che il confronto tra il presidente Pigliaru e la Difesa possa cominciare al più presto. Perché così non si può certo andare avanti».
Estremamente critico il deputato Michele Piras (Sel), proprio in questi giorni all’Aja per partecipare in Olanda a un vertice di parlamentari della Nato su Medio Oriente, offensiva Isis e contrasti Russia-Ucraina. «Nell’apprendere dagli organi d’informazione notizie delle quali non ho motivo di dubitare sono rimasto di sasso nonostante sapessi che il governo tedesco aveva pagato l’affitto della base», ha spiegato l’esponente di Sinistra Ecologia e Libertà. «Chiederò anch’io conto in parlamento al ministero della Difesa di come sia stato possibile che si sia venuta a creare una situazione del genere, situazione divenuta ormai del tutto inaccettabile».
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