Servitù, scontro politico tra le cannonate
Da oggi pesanti esercitazioni a Teulada. Bloccata la riduzione delle basi, in stallo le trattative con la giunta regionale
SASSARI. Verso tappe-chiave tra esercitazioni e cannonate. Potrebbe essere intitolato così il nuovo capitolo sulle servitù militari nell'isola. Le ultime polemiche sul rogo a Capo Frasca e sugli accordi bilaterali con la Germania, che obbligherebbero l'Italia a occuparsi di bonifiche e danni nel poligono oristanese, hanno fatto convergere i riflettori dell'attenzione su addestramento e trattative politiche lungo l’asse Roma-Cagliari. Sino alla fine dell'anno c'è già una fittissima agenda di appuntamenti in calendario. E una sorpresa, annunciata dal deputato di Unidos Mauro Pili: «Il ritorno dell'aviazione israeliana in Sardegna forse già in gennaio».
Le scadenze. Meglio però andare con ordine. Intanto tra oggi e domani a Teulada si riprende a sparare pesantemente, sino al 30 novembre. In campo la divisione Friuli e la brigata Ariete. Previsti tiri a mare con i carri armati, gli stessi sbarcati qualche settimana fa a Cagliari dalla nave Major. «Sembra quasi che l'esercito italiano voglia affermare con spiegamento di mezzi e grande visibilità quello che presenta come un suo diritto assoluto a maxi-esercitazioni nella nostra terra – attacca Pili - In passato preferivano far arrivare soldati e unità corazzate a Sant'Antioco, in maniera riservata. Ora non si fanno scrupolo di attraversare tutta la Sardegna sud-occidentale con colonne armate». Nel caso di Teulada, dove resta in sospeso il piano per la costruzione di due villaggi destinati a simulazioni di guerra virtuale per il costo record di 20 milioni, l'attività militare in questi giorni si preannuncia nutrita. Si eserciteranno gli equipaggi dei carri, plotoni di fucilieri, tiratori scelti. «E a quanto mi risulta saranno impiegati obici in grado di sparare sino a una distanza di 40 km», commenta ancora il parlamentare di Unidos, che continua a non lesinare critiche per le scelte del governo di non ridimensionare la presenza dei reparti con le stellette nell'isola.
Appuntamenti. A breve scadenza, sul tappeto restano poi altre questioni. Intanto il 13 dicembre indipendentisti, pacifisti, movimenti ecologisti e partiti del centrosinistra hanno promosso una nuova manifestazione di protesta contro il mancato ridimensionamento delle basi. Dopo quella di Capo Frasca, stavolta la marcia si terrà a Cagliari. Restano poi in sospeso i colloqui mai ricominciati tra il presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru e il ministro della Difesa Roberta Pinotti. Dei temi sardi dovrebbe occuparsi il sottosegretario Domenico Rossi, che ha una delega specifica per l’isola. Ma per il momento non ci sarebbero date certe né ipotesi di una ripresa ufficiale di negoziati sull'intero pacchetto delle servitù. Anzi, l'effetto dell'assenza di una distensione nei rapporti bilaterali sembra inserirsi nei recenti scontri che hanno visto governo regionale e nazionale su fronti assolutamente antitetici su tanti aspetti. Dai fondi mai arrivati per i danni causati dal Ciclone Cleopatra alla Vertenza Entrate, solo per citare due dei diversi elementi di conflitto in atto.
Le attese vanificate. Restano così del tutto aperti argomenti che sul territorio continuano a catalizzare l'attenzione generale ma soprattutto di amministratori locali e ambientalisti Prima di ogni altra cosa, l'omessa attuazione dell'ordine del giorno parlamentare che prevedeva - sulla base dell'iniziativa intrapresa dall'esponente gallurese del Pd Gian Piero Scanu e votata pressoché all'unanimità alle Camere - la riduzione dei poligoni da tre a uno.
I patrimoni in abbandono. C'è poi la sistematica disapplicazione del decreto per il passaggio di decine di beni e siti dalla Difesa e dal Demanio alla Regione, e quindi ai Comuni. Caserme, strutture e complessi ex militari dislocati in posizioni strategiche un po' ovunque: dalla Maddalena, dove un intero patrimonio continua a degradarsi nell'attesa, sino a Cagliari. Anche nel capoluogo di regione ci sono infatti estenuanti inerzie. Come per esempio quella, clamorosa, che impedisce l'impiego per usi civili della caserma Ederle alla Sella del Diavolo, la stessa dove centinaia di migliaia di ragazzi sardi sono stati sottoposti nel tempo alla visita di leva.
Roghi e indagini. Tutto in sospeso inoltre, dopo la riconferma della servitù decisa dal ministro a Roma, per i bunker sotterranei sull'isola di Santo Stefano e l’opposizione della Regione. Mancano infine notizie certe su eventuali sviluppi giudiziari della denuncia presentata dalla Forestale per l'incendio provocato dai caccia tedeschi a Capo Frasca. lo stesso rogo al centro delle polemiche più recenti sconfinate in Germania. Insomma, un quadro di scontri e polemiche che evidentemente covava sotto la cenere. E che in queste ore si è riacceso quasi all'improvviso: tra le cannonate dei reparti impegnati nelle esercitazioni a Teulada.
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