A Sant’Anna Arresi il jazz arriva d’inverno
Dal 18 dicembre al 3 gennaio un fitto calendario di eventi
CAGLIARI. Il grande jazz, la grande musica arrivano d’inverno. Proprio come in Umbria che si può permettere da tanti anni la sua bella edizione “winter” da affiancare a quella storica estiva. In questo caso, in Sardegna, non è proprio così, ma per fortuna, grazie anche ad associazioni collaudate e di forte tradizione come Punta Giara, di necessità si fa virtù. Ed ecco così, grazie alle solite ed eterne incertezze dei contributi pubblici , funestati da tagli e assenza di programmazione, che l’edizione estiva progettata attorno all’omaggio al grande Butch Morris,(compositore e musicista avantgarde scomparso lo scorso anno) non vede la luce tra agosto e settembre. «Niente paura, la riprenderemo, persino migliorata nel 2015» promette il direttore artistico di Sant’Anna Arresi jazz, Basilio Sulis. Ed ecco l’annuncio atteso. Il festival si fa, dal 18 dicembre al 3 gennaio. Non all’aperto nella tradizionale piazza del Nuraghe certo, bensì all’interno di una tensiostruttura di 600 posti che accoglierà un programma che, sempre secondo tradizione, naviga tra la ricerca delle musiche popolari sino alla sperimentazione di nuovi linguaggi sonori, tra jazz e musica contemporanea.
Non mancheranno come costume, le produzioni e le novità assoluta. Tra questi, annotare il nome di Dorian Wood , pianista e vocalist straordinario. Viene da Los Angeles e i suoi live sono un corto circuito felice tra dark pop e jazz, sino ai canti bulgari. Questi ultimi sono ben rappresentati dalle straordinarie cantanti del Mystere des voix Bulgares diretto da Dora Hristova. Venticinque voci femminili che catapultano nel cuore oscuro della notte dei tempi, capaci di ipnotizzare e sedurre con le loro scale pazzesche. Saranno loro ad aprire il festival il 18, preceduti da quell’altro monumento al canto sardo che è il coro di Bitti “Remunnu e’ Locu”. Il coro bulgaro l’indomani si confronterà con la nostra più grande cantante, Elena Ledda in “Sùliru” novità assoluta.
A proposito di novità, il 20 è da non perdere il solo dell’iraniano Mohammad Reza Mortazavi, il percussionista emergente più amato in tutta l’area mediorentale. A seguire la brava vocalist Maria Pia de Vito in “O pata pata” con il pianista Huw Warren. Altro incontro singolare quello dei Quintorigo con il drummer Roberto Gatto nel segno del cabaret musicale di Frank Zappa. Chiude un nuovo solo del contrabbassista Riccardo Lay.
Un salto sino al 27 dove il compositore Daniele Ledda presenterà il suo “Snake Platform” dirigendo un ensemble di quindici musicisti e un attore (Senio Dattena) in una sorta di opera totale. A seguire sarà il live di Dorian Wood e il suo trio (esclusiva europea) che tornerà due giorni dopo con gli Echos vocal ensemble a capella. Nella stessa serata imperdibile l’opera nuova dei Musica ex Machina dedicata al “Maestro e Margherita” di Bulgakov. Il 28 dicembre invece spazio al quartetto del sassofonista Pasquale Innarella con il suo “Uomini di terra” album dedicato al mitico sindacalista Giuseppe Di Vittorio.
Il 30 gennaio spazio al chitarrista Jean Paul Bourelly con il magico batterista Hamid Drake. Chiude la formazione italiana dei Flut3ibe.
Ultimo dell’anno a tempo di jazz con il Kandiru Sextet. Seguirà la esplosiva Bandakadabra marching band seguita dai Taliban (special guest il trombettista Peter Evans e il sax di Alan Wilkinson). Saluterà il nuovo anno un assolo di Peter Evans alla tromba.
Il Primo dell’anno ecco di scena il celebre sassofonista Evan Parker sul palco con il suo quartetto seguito dal tastierista Hammond Alexander Hawkins in trio. Hawkins tornerà anche l’indomani in originale formazione con Hamid Drake, John Edwards al basso, Peter Evans ed Evan Parker. Sipario il 3 gennaio con un setteto elettroacustico diretto da Evan Parker e il duo formato da Hawkins e il formidabile drummer e percussionsista Louis Moholo.
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