La Nuova Sardegna

gli omicidi nel 2014

Sei delitti ancora impuniti e difficili da collegare

di Pier Luigi Piredda

ILBONO. Si spara ancora in Ogliastra. Le offese si lavano ancora con il sangue. Non c’è pace in quel lembo di Sardegna ricco di fascino, immerso in una natura incontaminata. Lontano da tutto. Dove i...

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ILBONO. Si spara ancora in Ogliastra. Le offese si lavano ancora con il sangue. Non c’è pace in quel lembo di Sardegna ricco di fascino, immerso in una natura incontaminata. Lontano da tutto. Dove i tramonti vermigli si mischiano ancora con il sangue dei morti ammazzati. Sei delitti in un anno. Apparentemente scollegati l’uno dall’altro. Ognuno con una sua storia, anzi con i suoi misteri. Perché in Ogliastra sono pochissimi gli omicidi dei quali è stato scoperto l’assassino. Non ci sono pentiti in Ogliastra, non ci sono gole profonde, oltre a quelle mozzafiato immerse nel verde che la natura ha regalato a un territorio impervio.

A parlare, in Ogliastra, sono solo i fucili. E dopo gli omicidi, silenzio. Rotto solo dall’indignazione delle persone civili, di chi è stanco del clima di terrore, di chi non vuole più convivere con la violenza della porta accanto. Rabbia, amarezza e indignazione che durano fino all’altro delitto. Quest’anno è successo per sei volte. Finora. E nulla di concreto è emerso per collegare tra loro i sei morti ammazzati. Anzi, qualcosa ci sarebbe per alcuni di loro, ma il filo è così sottile che quando si cerca di seguirlo si spezza. Il filo è quello della droga, delle piantagioni di marijuana che in Ogliastra sono molto fiorenti. Si vocifera che ormai sia diventata la voce più importante dell’asfittica economia del territorio. Franco Sodde era stato arrestato qualche anno fa perché in casa aveva una micro piantagione di marijuana, ma tutto era finito li. Niente altro, Ma non ci può essere altra ragione per cercare di capire il motivo per il quale un giovane, che faceva qualsiasi lavoretto per mettere insieme i soldi per mangiare, possa essere ammazzato con tanta ferocia. Ecco allora che ritorna alla memoria un altro omicidio altrettanto spietato compiuto sempre a Ilbono e rimasto impunito: quello di Daniele Piroddi, nel 2009. Anche lui era rimasto coinvolto in storie di piantagioni di marijuana e anche lui era stato freddato con numerose fucilate a pallettoni. Sulla porta di casa. Un delitto lontano nel tempo, ma nelle vendette il tempo è sempre indefinito.

Sempre legato alle piantagioni sarebbe stato il delitto di Giacomino Paderi, a Loceri l’11 febbraio. Ma sono solo ipotesi, nessun elemento concreto.

Delitto pesante, pesantissimo, collegato a un passato mai dimenticato, era stato quello di Pietro Piras, ad Arzana. Troppi i legami poco chiari che l’impiegato comunale in pensione aveva avuto nella sua vita, in particolare la parentela con uno dei sequestratori di Giulio De Angelis e l’amicizia con l’ex primula rossa del banditismo sardo, Pasquale Stochino.

Ma ritornando al delitto di Franco Sodde, non è da scartare il collegamento con un recente episodio accaduto qualce settimana fa a Ilbono: l’assalto armato alla villetta di un imprenditore. I banditi avevano rubato fucili e pistole, dopo aver tenuto per lungo tempo sotto la minaccia di una pistola la figlia sedicenne del padrone di casa. (plp)

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