Desulo si salva dal nuovo balzello
Il sindaco: «Per una volta riusciamo a sfuggire a un meccanismo infernale»
DESULO. Il balzello sui terreni non si applica a Desulo e in altri piccoli comuni montani. Questo per un evidente difetto di presupposti: l’assenza di terreni agricoli. Quei fazzoletti di terra rupestri, che sono landa paradisiaca per capre, mufloni e cinghiali non consentono la coltivazione. Quindi i comuni non possono applicare su queste terre la tassa sugli immobili. Balzello che invece colpirà altri comuni montani, che hanno diversi terreni di grande estensione, presenti in altipiani e comuni con vasti territori comunali e di proprietà. «Per una volta – dice il sindaco di Desulo Gigi Littarru – il nostro territorio scosceso ci esenta da una nuova tassa, che sarebbe stata una mazzata per le nostre casse. Il nostro fondo di solidarietà non è stato intaccato. Posso però dire che sono pienamente solidale con i colleghi che amministrano i comuni colpiti dal decreto». A rischio sono le amministrazioni con estensioni significative di terreno o collocate in altipiani. La scure del fisco su si abbatterà su di loro.
Non si terrà conto degli impegni presi, dei bilanci approvati. L'imu deve essere versata o i tagli operati. «Siamo in una situazione paradossale – prosegue il primo cittadino desulese – che ci vede protagonisti impotenti di un meccanismo di tassazione che non consente difesa. Gli obblighi di solidarietà, la spending review e tutto il sistema di tassazione finalizzato a trovare risorse ci mette in una condizione di dover chiedere ai cittadini sempre maggiori sacrifici, ai quali troppo spesso non corrispondono contro partite». L'Anci sta valutando il da farsi e non si esclude un contenzioso davanti alla corte costituzionale. «Non sappiamo cosa succederà – conclude Littarru –, ma è certo che dovremo difenderci in qualche modo. I tempi sono dei peggiori, ma non per questo le piccole amministrazioni devono diventare bersaglio privilegiato sotto il nome del risparmio. Vivere in un piccolo comune in Sardegna vuol dire sopravvivere o al limite resistere. A Roma dovrebbero capirlo».
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