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Gli sparò un cugino: «Incidente». Lungo processo, poi la prescrizione

Il corpo senza vita di Cristian Meloni immerso in un lago di sangue era stato notato per caso la mattina del 26 gennaio 2004. Era tra i cespugli in una campagna alla periferia di Torpè. Cristian, un...

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Il corpo senza vita di Cristian Meloni immerso in un lago di sangue era stato notato per caso la mattina del 26 gennaio 2004. Era tra i cespugli in una campagna alla periferia di Torpè. Cristian, un ragazzino di 14 anni che amava i cavalli e si atteggiava da "grande" era stato ucciso con una fucilata. Un omicidio inspiegabile. Cristian era infatti poco più che un bambino che qualche cattiva amicizia stava portando sulla cattiva strada. Attraverso canali misteriosi era riuscito a entrare in possesso di un fucile a canne mozze, che teneva nascosto in campagna e proprio con quel fucile era stato ucciso. Dal cugino. Ananio Manca, che all'epoca dei fatti era poco più che maggiorenne e aveva sempre detto che era stato un incidente: un colpo partito accidentalmente.

Il 27 febbraio 2004 Ananio Manca aveva confessato ed era stato arrestato. Era stato scarcerato il 31 marzo 2005. Il 18 luglio 2008 era stato condannato a 21 anni di carcere per omicidio. Il 5 maggio 2010 in appello la condanna era stata ridotta a 14 anni. Il 27 ottobre 2010 la Cassazione aveva annullato la sentenza e rinviato alla Corte d’appello di Cagliari che il 28 maggio 2012 aveva assolto Ananio Manca dall’accusa di omicidio colposo per avvenuta prescrizione.

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