La Nuova Sardegna

Particelle della seta ripareranno il corpo umano

di Vincenzo Garofalo
Particelle della seta ripareranno il corpo umano

Sassari, al concorso in gara 49 università da tutta Italia: vince il progetto di un gruppo di ricerca di Milano

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SASSARI. La scarpa che si chiude da sola, con la semplice pressione del piede non ce l’ha fatta. Niente da fare nemmeno per lo spazzolino da denti super automatico, per la pastiglia a Led che debella i batteri dallo stomaco, o per le case di cartone solide come il cemento, che comunque sono arrivati fra i primi sedici progetti. Sassari, scelta per ospitare la dodicesima edizione del Premio nazionale dell’innovazione, manifestazione organizzata dall'Università di Sassari e dall'associazione PNICube, in collaborazione con Comune di Sassari, Camera di Commercio e Confindustria del Nord Sardegna, ha premiato come migliore idea d’impresa “ad alto contenuto tecnologico” per il 2014 il progetto Silk Biomaterials. Un’idea innovativa, nel pieno spirito dell’evento, con cui un gruppo di ricercatori di Milano ha messo a punto un sistema che dà nuova vita ai tessuti umani utilizzando le micro e nano particelle della seta.

Questa idea d’impresa ha vinto il premio di 25 mila euro riservato alla sua categoria (Life Sciences) ed è stata scelta come miglior proposta d’impresa in assoluto fra tutti i 58 progetti che hanno partecipato, spalleggiati da 49 atenei, al talent show dell’ingegno italiano e della voglia di fare impresa di tanti giovani armati di creatività, tanta formazione e altrettante buone speranze. Fra questa onda benevola di inventiva quattro idee, divise per categorie, sono state gratificate con la gloria e un assegno di 25 mila euro.

Oltre al vincitore assoluto Silk Biomaterials, gli altri Archimede del nuovo millennio scelti dalla giuria sono il progetto Fermo!Point (categoria Ict), di un gruppo milanese che ha sviluppato un’idea in apparenza semplicissima: un servizio che consente di comprare i nostri prodotti preferiti su internet e ritirarli con comodità nel negozio sotto casa, liberando l’acquirente dall’ansia di ricevere il pacco a casa. Per la categoria Agrifood Cleantech è stato premiato il progetto Diptera, idea made in Puglia, che si propone di produrre mangimi per animali a base di insetti, da usare in alternativa ai classici mangimi a base di pesce, diventati sempre più costosi e sempre più difficili da realizzare visto che inizia a scarseggiare la materia prima. L’altro assegno di 25 mila euro, per la categoria Industrial, è andato all’idea d’impresa Smart patch, frutto delle ricerche di un team del Piemonte e valle d’Aosta, per produrre un sistema di monitoraggio, a basso costo ma ad alta efficienza e affidabilità, per controllare lo stato di salute della costruzione e delle infrastrutture. Premi sono stati assegnati a un’altra decina di progetti con la possibilità di potersi giocare le loro carte in incubatori d’impresa in Inghilterra e in Francia. E poi il premio da 2500 euro della Fondazione Gabriele Bacchiddu è andato a una squadra di ricercatrici, tutta al femminile, della Calabria, che ha gareggiato con il progetto Gel Oil, ossia, come dice il nome, produzione di olio extravergine di oliva in gel, aromatizzato. Per tutti le alte idee d’impresa, tutte degne di nota e tutte scaturite dall’impegno e dalla insaziabile immaginazione di ricercatori italiani desiderosi di emergere, il premio è stato quello di partecipare alla fase finale della manifestazione. Di contribuire a miscelare l’atmosfera di fiducia, entusiasmo, sapienza e ottimismo che per due giorni ha pervaso l’Expo al Palazzo della Frumentaria (dove sono stati illustrati tutti i progetti, con la speranza di attrarre investitori), il teatro Verdi e un po’ tutto il monto scientifico e imprenditoriale non solo di Sassari, ma di tutta l’isola.

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