Base supertech solo dopo il sì del Comipa
Nuovo sistema d’addestramento a Teulada, il Comando militare chiarisce quali saranno le tappe
TEULADA. Il programma per la nascita del poligono super tech non è ancora partito e in ogni caso dovrà prima essere sottoposto all'esame del Comipa, il Comitato paritetico misto per le servitù militari. Tiene a sottolinearlo il Comando autonomo della Sardegna dopo che ieri erano state riprese dalla “Nuova” una serie di notizie. Informazioni che spiegavano via web il funzionamento delle future installazioni. Con particolare riguardo ai dettagli forniti dal settimanale online “Conlabrigatasassari”, che entra nel merito delle nuove procedure di esercitazioni in vista nei due centri concepiti come avveniristici e tali da rendere possibili combattimenti virtuali senza il ricorso a vere munizioni. “Villaggi” che nelle intenzioni della Difesa dovranno essere costruiti nell’area di Teulada.
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I vertici delle forze armate nell'isola sottolineano poi che un domani, una volta ottenute tutte le autorizzazioni, il progetto non comporterà comunque l'ampliamento della base. Ma semmai, chiariscono, un suo utilizzo più razionale.
Il piano è quello del Siat, sistema innovativo destinato appunto all'addestramento simulato. Ma il programma, come puntualizza il Comando militare, «prima di essere approvato e, successivamente avviato, sarà sottoposto all'esame del Comipa, così come previsto dalle vigenti disposizioni normative, come tutti i progetti, per essere discusso nelle forme e con le modalità previste».
«Anche la costituzione del Centro di addestramento tattico è una "minore variante ordinativa" che non ha comportato alcuna tipologia di cambiamento», viene rimarcato circa la costituzione, il primo novembre, del Cat, il Centro collegato al sistema integrato hi tech.
«Al riguardo è stato già realizzato e distribuito alle autorità e ai rappresentanti delle comunità locali un documento proprio per informare e illustrare il futuro di Capo Teulada, a premessa delle presentazioni nelle sedi previste, intese a conseguire l'approvazione e quindi l'avvio del progetto», affermano ancora i vertici militari.
Per concludere: «Successivamente all'iter di approvazione il Siat consentirà di diminuire l'impatto ambientale delle attività militari a fuoco, grazie all' impiego di tecnologici sistemi di simulazione e, con un previsto impegno finanziario di circa 20 milioni, offrirà la possibilità di generare ulteriori posti di lavoro in Sardegna». In definitiva, l'Esercito si dice impegnato «in un serio sforzo di razionalizzazione in chiave riduttiva della spesa. «E tutto ciò «mantenendo inalterata la propria operatività, con la massima attenzione alle esigenze ambientali». (pgp)
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