Scorie nucleari nell’isola? Alla Camera l’intervento di Pili
SASSARI. «Alla vigilia della presentazione del piano da parte della Sogin il governo dovrà prendere posizione una volta per tutte. Non è più tempo di nascondere le carte. C’è bisogno che Matteo Renzi...
SASSARI. «Alla vigilia della presentazione del piano da parte della Sogin il governo dovrà prendere posizione una volta per tutte. Non è più tempo di nascondere le carte. C’è bisogno che Matteo Renzi e i suoi mninistri si assumano in toto la responsabilità politica delle decisioni che intendono assumere. Guai a celarsi ancora dietro il braccio armato nucleare della Sogin. La scelta non deve essere esclusivamente o fintamente tecnica, ma deve avere un connotato di piena responsabilità politica. La nostra posizione è netta: mai scorie nucleari in Sardegna».
È come sempre un fiume in piena il deputato di Unidos–Misto Mauro Pili, ex governatore dell’isola. Il parlamentare stamane alle 9.30 illustrerà nell'aula di Montecitorio l'interpellanza sul deposito unico nazionale di scorie nucleari e l'ipotesi di ubicarlo in Sardegna.
«Il Piano di Sogin - spiega Mauro Pili - sarà consegnato il 15 dicembre prossimo al governo e tra le sei ipotesi, secondo fonti autorevoli, viene inclusa anche la nostra terra. Si tratta di un progetto folle che minaccia di scatenare reazioni tali da mettere a rischio l'ordine pubblico in una regione che ha già abbondantemente espresso la netta e più totale avversità a una così devastante ipotesi». «Sogin è da sempre braccio nucleare del governo – incalza il deputato - E adesso avrebbe messo a punto una proposta che indicherebbe sei località in altrettante aree. Ma l'unica vera ragione che porterebbe la Sogin ad indicare la Sardegna è nella storica considerazione della regione più lontana e più debole. Però è fin troppo chiaro che il progetto non potrà mai essere realizzato nell’isola per la totale e netta contrarietà del popolo».
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