Servitù militari, centinaia in corteo contro le esercitazioni
La manifestazione è arrivata sotto la sede della Regione in viale Trento, una delegazione è stata ricevuta dal presidente Francesco Pigliaru
CAGLIARI. Sono duemila le persone che, secondo gli organizzatori (500 secondo la questura), hanno partecipato al corteo organizzato a Cagliari per protestare contro le esercitazioni militari nei poligoni sardi. Il serpentone con bandiere e striscioni ha lasciato il molo Ichnusa, luogo del raduno, ed è salito in viale Regina Margherita puntando verso piazza Costituzione. Poi l'ingresso in via Manno in mezzo ai cagliaritani impegnati nello shopping in vista delle prossime festività natalizie.
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Disagi per gli automobilisti nelle strade che si affacciano sul percorso: tutti fermi in attesa che sfilassero i manifestanti. Polizia carabinieri hanno sorvegliato passo dopo passo il corteo diretto verso viale Trento.
Una delegazione è stata ricevuta dal presidente Francesco Pigliaru in un incontro a porte chiuse al palazzo della Regione, già presidiato dalle forze dell’ordine che hanno transennato tutti gli accessi per scongiurare tentativi di blitz.
Pigliaru ha sostenuto la necessità di un dialogo con lo Stato con la parola dismissione al centro delle trattative. E poi chiarezza sui dati sanitari e sui danni legati al «mancato sviluppo alternativo».
«Apriremo un tavolo con lo Stato - ha detto Pigliaru - e questo tavolo non potrà prescindere dalla questione dismissioni. Confermo la convocazione della Conferenza regionale sulle servitù militari: siamo pronti a parlare con lo Stato ma vogliamo sentire le esigenze delle popolazioni».
Al termine dell'incontro, concluso poco dopo le 14, i delegati hanno riferito i contenuti del faccia a faccia ai manifestanti, un centinaio circa, rimasti ad aspettare davanti alla Regione.
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