Famiglie numerose in rivolta: «Dalla Regione solo spiccioli»
Nell’ultima finanziaria appena 270mila euro destinati alle coppie che hanno almeno cinque figli Il presidente Eugenio Lao: «Nel 2013 stanziati 3 milioni. Per noi sarà impossibile andare avanti»
CAGLIARI. Avere più di tre figli non può essere considerata una colpa. Ma è questo lo stato d'animo dell'Associazione famiglie numerose, dopo aver appreso che la Giunta regionale con una delibera del 2 dicembre ha deciso di destinare nel 2014, quale sostegno economico ai nuclei familiari numerosi, solamente 270 mila euro. Un magro aiuto per quelle “cellule della società” composte da non meno di sette persone (genitori e 5 figli).
Del contributo beneficeranno solamente 610 famiglie: 400 composte da 5 figli, 131 da sei, 39 da sette, 40 famiglie di otto e più figli. Il coordinatore regionale dell'Associazione, Eugenio Lao, ha fatto una mano di conti che ha dato un risultato a dir poco deprimente: ogni giorno in ogni famiglia entrerà, grazie al sostegno regionale, in media 1,21 euro. Caustico il suo commento: «Ai canili per governare un randagio le Asl destinano quotidianamente 2,60 euro. Si rimane senza parole. È la prova matematica della scarsa attenzione riservata dalle nostre istituzioni ai problemi delle famiglie. Se si vuole, anche un altro segnale indubitabile che dell'inverno demografico caratteristico della nostra isola non importa niente a nessuno. Il bonus famiglia nel 2013 è stato di 3 milioni di euro».
La Sardegna è una delle regioni che invecchia più rapidamente. Nel 2013 il tasso di natalità è stato pari a 0,72% e quello di mortalità a 0,92%. Gli studi statistici dell'Università sono estremamente chiari: nel 2050 la Sardegna rischia di avere una popolazione formata per oltre il 30% da persone con più di 65 anni d' età e soltanto il 14 % di ragazzi con meno di 14 anni. «Per i nuovi nati – aggiunge Lao – c'è subito un debito da onorare (il prestito neonati), un codice fiscale e un conto da pagare, ma nessun sostegno». Il tasso di povertà, specialmente tra le famiglie numerose, è in costante crescita: il 43% delle famiglie con tre e più figli è a rischio povertà con un incremento del 4% rispetto 2012. Dalla Regione l'ultimo colpo con la delibera del 2 dicembre, che riduce il bonus famiglia da 3 milioni del 2013 a 270mila euro per il 2014. «Più che una sforbiciata – dice Lao – è una ghigliottinata. Il bonus si è rivelato preziosissimo per sostenere i magri bilanci delle famiglie numerose. Era una misura riservata ai nuclei con quattro e più figli a carico, fino a 25 anni d'età, e con un ISEE pari a 30 mila euro. Il contributo, destinato principalmente ai figli minori, variava da un minimo di mille euro per 4 figli a 5mila per otto figli e oltre, raggiungendo una platea di 2767 famiglie. Per la prima volta si basava su una logica non esclusivamente assistenziale, ma, grazie al limite ISEE, anche promozionale, non essendo solo destinato alla situazioni di povertà, ma altresì a famiglie di reddito medio, restituendo loro capacità di consumo». Secondo un'indagine dell'Osservatorio politico dell'Associazione famiglie numerose un figlio, infatti, costerebbe - considerando alimentazione, vestiario, istruzione nella scuola dell'obbligo e tempo libero - 9 mila euro l'anno.
La Giunta regionale ha deciso di aiutare ogni famiglia di cinque figli con un bonus di 375/anno; di 500 euro per un nucleo familiare di 6 figli, di 750 euro di sette figli, di 1250 euro per una famiglia con otto e più figli. «Il comportamento regionale – dice Lao – è contraddittorio. Prima di tutto perché taglia 2157 famiglie con quattro figli che nel 2013 hanno beneficiato del contributo. Inoltre non è coerente con la sua giusta preoccupazione per il cosiddetto inverno demografico che tra non pochi anni porterà alla scomparsa di interi piccoli centri isolani. Tutti sanno che nascono pochi bambini perché manca il lavoro tra i giovani, sono carenti le politiche familiari organiche e strutturali, per di più le famiglie sono punite e tartassate, soprattutto quelle numerose». I dati dell'ultimo censimento dicono che in Sardegna dal 2008 al 2012 le famiglie costituite da 5 o più componenti, quelle che permetterebbero una crescita demografica, sono passate dal 7,8% al 5,5% del totale. «Siamo stanchi di vedere la nostra regione – conlude Lao – scivolare nel suicidio sociale. Non chiediamo privilegi ma giustizia ed equità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google