Sindaco schierato con i lavoratori
Gian Paolo Marras: «Non si capisce quali siano le intenzioni dell’azienda»
OTTANA. Il sindaco di Ottana, Gian Paolo Marras, si schiera con gli operai. E mostra grande preoccupazione davanti alle voci che parlano di un tentativo di smantellare la fabbrica. «Ovviamente – dice – non ho le prove. Ma i segnali che qualcosa del genere stia accadendo ci sono tutti. A cominciare dalla presenza all’interno dello stabilimento di movimenti strani di mezzi, come dicono gli operai. Se poi Clivati non ha nulla da nascondere perché impedire una verifica concreta da parte degli operai? Perché non ha permesso il controllo da parte del rappresentante della sicurezza dei lavoratori?».
Il sospetto che circola tra i lavoratori è che Clivati abbia venduto parti essenziali dei due reattori, i catalizzatori che contengono polvere di carbone e palladio, un materiale molto costoso e appetibile sul mercato. «Non posso entrare nel merito – ripete il primo cittadino di Ottana – perché non ho le prove. Ma per fugare qualsiasi sospetto basta fare una verifica già nelle prossime ore. Perché continuare ad alimentare sospetti che aumentano un clima di tensione che non serve a nessuno?». Gian Palo Marras va oltre. «A febbraio – dice – il ministero dell’Ambiente aveva imposto a Ottana Polimeri di adeguare l’impianto a un notevole numero di prescrizioni sulla salvaguardia ambientale. Finora tutto questo non è stato fatto. L’azienda ha chiesto un rinvio. Nel frattempo ha fermato gli impianti e messo i lavoratori in cassa integrazione straordinaria. A questo va aggiunto che ancora, sul futuro di Ottana Polimeri, non esiste un piano industriale condiviso, se non vaghi annunci sulla riconversione ai biopolimeri. Ottana Energia è aggrappata a una sempre più nebulosa essenzialità». Per il sindaco di Ottana il futuro dell’industria è giunto a un bivio sempre più incerto. (f.s.)
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