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E la Gallura sogna anche di avere il golf

E la Gallura sogna anche di avere il golf

Il direttore del Pevero, Marco Berio: «Siamo pronti, ma si dovrebbero creare nuove infrastrutture»

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PORTO CERVO. Il golf ritornerà dopo oltre cento anni, dalle due prime e uniche apparizioni nel calendario a 5 cerchi, disciplina olimpica a partire da Rio de Janeiro 2016. La Sardegna, in particolare grazie all’incomparabile scenario della Costa Smeralda, potrebbe dunque avanzare la propria candidatura anche per questa disciplina. Ne è convinto Stefano Arrica, figlio di Andrea, compianto dirigente del Cagliari calcio, e attuale presidente del comitato regionale della federgolf. «Intanto sia il presidente del Coni Giovanni Malagò che il suo vice nonchè presidente della Federazione del golf, Franco Chimenti, sono grandi amici della Sardegna e se ci fosse la possibilità di avanzare la candidatura sarda credo che non si tirerebbero indietro. Abbiamo tre campi a disposizione: Is Molas, Is Arenas e Pevero. Location splendide anche se credo che per superare la concorrenza dell’Olgiata, servirebbe un nuovo green». Arrica batte sul tasto dei campi nuovi. «La legge sul golf si è arenata nuovamente – ricorda – ma è davvero l’unico modo per poter regalare il famoso allungamento della stagione turistica alla Sardegna. Più campi da golf non significano più cemento ma più turismo. E la candidatura olimpica potrebbe rivelarsi un vero assist per i progetti di sviluppo».

Marco Berio, direttore del Pevero Golf Club reagisce con entusiasmo all’ipotesi Giochi olimpici in Costa Smeralda. «Perchè no? Diciamo che dalla nostra parte ci sarebbe già uno staff in grado di poter dare un supporto tecnico di prim’ordine, visto il livello dei tornei che siamo in grado di organizzare. Per non parlare poi dell’ampia offerta alberghiera del territorio. Il problema, però, risiede nel campo del Pevero. Parlerei di una Rolls Royce più che di una vettura di Formula 1». Perchè il 18 buche smeraldino non sarebbe adatto? Berio lo spiega. «Dal punto di vista del design, non ci sono problemi, anzi. Parliamo di un campo unico al mondo, con panorami mozzafiato e una resa tecnica straordinaria. Le difficoltà nascono dalla situazione logistica. Si dovrebbe andare a un ampliamento, per poter ricavare gli spazi per il pubblico, visto che l’affluenza per le Olimpiadi sarebbe massiccia, e insieme occorre aggiungere nuovi servizi. Insomma, sarebbe auspicabile pensare, visto che c’è ancora tempo e che la candidatura ufficiale arriverebbe solo nel 2017, a un nuovo campo da 36 buche, da realizzare in zona. Sarebbe la soluzione ideale».

Gira e rigira si torna sempre sulla questione dell’aumento del numero dei green isolani. «Per convincere gli scettici – conclude Berio – basterebbe ricordare che nessun altro sport, neanche la vela o l’equitazione, portano fuori stagione estiva numeri paragonabili a quelli dei golfisti. Una scelta vincente, dunque». (en.g.)

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