Una donna, una diva Doppia vita femminile
“Una come te”, libro e mostra fotografica a Nuoro
NUORO. Lo sguardo profondo e l’espressione tormentata sono di Anna Magnani, non c’è dubbio, in una delle scene culmine di “Mamma Roma”, 1962, film scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini. Ma stavolta l’attrice ritratta non è Anna Magnani: è Ornella Busalla, infermiera, nuorese, diva per caso nei panni di una delle maggiori interpreti del cinema italiano. Fotografata sia come star sia nel lavoro di tutti i giorni. Una diva, una vita, due facce. Così per altre 25 donne che ora si ritrovano insieme protagoniste di una mostra e un libro: “Una come te”, della fotografa Maria Carmela Folchetti e dell’avvocato Monica Murru, entrambe nuoresi. Sono loro che hanno messo su questo progetto, l’esposizione è in corso nei locali della Casa Fadda (chiamata per errore Casa Sulis), a due passi da piazza Su Connottu (la mostra resterà aperta fino al 22 dicembre).
Un viaggio nell’universo femminile, un gioco carico di ironia e serio e profondo allo stesso tempo. Immagini studiate fin nei minimi particolari, le luci soprattutto. Ogni scena è uno spaccato di storia, che parte dai fotografi del cinema degli anni Venti e racconta le donne. Sarde e non, in questo caso, ma che con la Sardegna hanno comunque a che fare. Ogni singolo dettaglio è fondamentale, fondamentali gli occhi che parlano. Come fondamentali sono le piccole schede biografiche di ognuna di loro. Così mentre Folchetti impressiona la pellicola, dopo analisi e analisi, usando tecniche e approcci diversi, Murru mette nero su bianco, scrive di tutte loro, di queste donne che trasmettono voci ed emozioni. «Sensazioni senza tempo» le chiama l’avvocato Angelo Merlini firmando, in conclusione, il punto di vista maschile.
Da Ava Gardner al magistrato Adriana Carta, il passo è breve, dunque. Lo stesso vale da Sofia Loren all’ottico Arianna Corrias. Senza frontiere, senza barriere di alcun genere. Il gioco e la leggerezza del gioco sono evidenti. L’ironia pure. Senza mai cadere nella trappola fin troppo facile del trito e ritrito.
«Da tutte queste donne ho imparato qualcosa» sottolinea Monica Murru, che si presta lei stessa a mettere i vestiti di Rita Hayworth. «Le domande che mi ponevo erano sempre le stesse: perché il fotografo ha fatto questa inquadratura? Che cosa pensavano quando realizzarono queste fotografie? Chissà se sapevano che le avrebbero fatte diventare immortali. Perché la Garbo e la Dietrich hanno le sopracciglia disegnate?» riflette Maria Carmela Folchetti, lei che un autoscatto diventa Marlene Dietrich. Ecco cosa propone “Una come te”, progetto andato in porto anche grazie a Teresa Formisano, make up artist, titolare del salone Chez Domì, che ha pettinato e truccato le “attrici”. L’ha fatto con il notaio Cristina Puligheddu alias Clara Calamai, l’architetto Simona Soro che diventa Silvana Mangano. La colf moldava nuorese d’adozione Larisa Macovei per Mia Farrow; Carla Ciavarella, direttrice del carcere di Badu ’e Carros e di Nuchis, è invece Monica Vitti;la docente universitaria di Cagliari Angela Ingianni veste i panni di Glenn Close; Ida Di Cesare, ostetrica, è Shirley Maclaine; sua figlia, la giornalista Elvira Serra presta il volto a Juliette Binoche; la dermatologa Maria Vittoria Masala è Audrey Hepburn; la maestra Salvatore Cottone è in posa come Meryl Streep; Lorella Chessa è Bette Davis; Maria Grazia Fois interpreta Giulietta Masina; Tania Manca è Katherine Hepburn; Anna De Crescenzo dà il volto a Jessica Tandy; Clair Head a Grace Kelly; Daniela Mei, direttore di cancelleria del tribunale di Cagliari, è Greta Garbo; Valeria Picci è Ingrid Bergman; Rosa Patteri diventa Uma Thurman; Nicolina Carta Michelle Pfeiffer; Paola Madau è Claudia Cardinale; Maria Antonietta Loche si presta a dare fisionomia a Louise Brooks; Vanna Fois è Sharon Stone.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
