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Peculato, truffa, voto di scambio: 66 indagati

Peculato, truffa, voto di scambio: 66 indagati

Zurru ai domiciliari per l’età avanzata. Obbligo di dimora per Daniela Tidu, dipendente della società

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CAGLIARI. Peculato aggravato, truffa aggravata, turbata libertà degli incanti, voto di scambio e violazione del codice degli appalti: sono queste le accuse che il pm Marco Cocco contesta a Giovanni Battista Zurru - presidente dell’Igea - e al dipendente della società in house regionale Marco Tuveri, che sono da ieri rispettivamente agli arresti domiciliari e in carcere. Zurru è scampato alla prigione solo grazie all’età avanzata: 76 anni. Accusata di peculato e truffa aggravata Daniela Tidu, 40 anni, dipendente del parco geominerario e dell’Igea, dovrà osservare l’obbligo di dimora a Nebida e non potrà allontanarsi dalla frazione.

Giorni fa la Tidu era fra le donne coraggio che hanno manifestato a Campo Pisano per ottenere il finanziamento degli stipendi Igea. Il consigliere regionale ed ex assessore Giorgio Oppi, leader storico dell’Udc, è indagato per concorso in peculato e voto di scambio insieme ad altre 62 persone tra cui - hanno confermato i carabinieri - consiglieri regionali e notabili di varia provenienza, imprenditori, sindacalisti, dipendenti dell’Igea e di altre aziende del Sulcis. I dodici fatti di peculato addebitati a Zurru e Tuveri vanno dall’uso privato dei mezzi aziendali alla sottrazione di beni proprietà dell’Igea, carburanti, materiale edile, attrezzi storici e altro. La truffa è legata alla continua assenza dal lavoro di Tuveri, avvallata da Zurru. L’imputazione di voto di scambio riguarda il sistema organizzato dagli indagati e ispirato da Oppi per indurre gli elettori a votare i candidati indicati dall’Udc con ricompense di varia natura, tra cui i carrelli storici sottratti nei siti minerari dismessi. Il codice degli appalti sarebbe stato invece violato per favorire imprenditori amici e garantirsi l’assunzione a tempo di persone gradite all’Udc, perché disposte a votare per i candidati del partito nelle elezioni locali nella primavera del 2013. In questi fatti rientra anche l’accusa di turbata libertà degli incanti, vale a dire il tentativo riuscito di pilotare la selezione pubblica per l’attribuzione di lavori edili.

L’indagine coordinata dal pm Marco Cocco e condotta dai carabinieri di Iglesias è ancora in corso e ieri sono state eseguite insieme alle notifiche dei provvedimenti cautelari alcune perquisizioni.

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