La Nuova Sardegna

Anci: stop al taglio delle risorse

Scano: cancellati 130 milioni. Maninchedda replica: allarme ingiustificato

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CAGLIARI. Lo scontro fra i Comuni e la Regione rischia di accendersi. Da una parte c’è l’Anci che contesta un taglio nei finanziamenti intorno ai 130 milioni, perché con «l’ultimo assestamento della Finanziaria 2014 la Giunta ha anticipato in modo unilaterale a ottobre, era prevista a fine dicembre, la scadenza per la spesa di diverse opere pubbliche già programmate, appaltate e cantierabili». Sull’altro fronte, la Regione che nel respingere l’accusa ha replicato: «Lunedì i Comuni pronti per andare a gara avranno subito a disposizione un fondo di 30 milioni e potranno chiedere di essere rifinanziati. Quelli che invece non sono pronti potranno farlo entro marzo con la certezza che avranno soddisfatte le loro richieste». Ma secondo il presidente dell’Anci, Pier Sandro Scano, non sarebbe tutto così semplice: «I Comuni – scrive – non vogliono trovare lo scontro, vogliono solo la soluzione di un problema. È un problema che rischia di far pagare proprio ai Comuni lentezze e ritardi di cui è colpevole la Regione». Nel chiedere un incontro urgente al governatore, «lo sollecitiamo da dieci giorni, ma finora invano», l’Associazione lancia una proposta: «La scadenza del 31 dicembre va prorogata di tre-sei mesi per permettere ai Comuni di accelerare la spesa, creare lavoro e realizzare opere importanti». Se non si dovesse arrivare all’auspicata scelta condivisa, è possibile il ricorso di molti Comuni contro i decreti di definanziamento. «Non è assolutamente pensabile che una Regione debitrice decida da sola di cancellare i suoi debiti», è l’ultima dichiarazione di fuoco del presidente dell’Anci. Tra l’altro proprio sullo stesso caso si è mosso qualcosa anche in Consiglio regionale con Cesare Moriconi (Pd) e Michele Cossa (Riformatori) che hanno presentato due diverse proposte di legge per risolvere quello che, secondo i sindaci, «è un pasticcio molto rischioso». Poi è arrivata la replica dell’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda: «È apprezzabile l’attività sindacale dell’Anci, ma l’allarme è ingiustificato. Alla fine ai Comuni non sarà negati i finanziamenti». Ma il caso non è ancora chiuso. (ua)

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