Bulgaria e Sardegna Le voci dell’anima
A Sant’Anna Arresi successo per la produzione originale L’incontro tra il Mistero e la cantante Elena Ledda
SANT’ANNA ARRESI. Puoi sentire i tamburi ai piedi dei monti Pirin. La musica è ovunque. Venite tutti, unitevi alla danza. Cantano così in “Horo” motivo di danza popolare le venti e più donne, dai costumi sgargianti e i motivi geometrici, del magnifico coro Mistero delle voci Bulgare nel secondo concerto che dopo giovedì ha ammaliato anche venerdì il pubblico della ventinovesima edizione del festival di Punta Giara. E’ un intreccio di voci che emerge da tempi lontani e prende il cuore.
A semicerchio sul palco del Palanuraghe che ospita questa insolita versione invernale della rassegna, in pochi minuti si ferma il tempo. E quelle voci costruiscono una ragnatela avvolgente di suoni, un intreccio incredibile di polifonia e voci singole. Cantanti dotate di un pronunciato uso del vibrato, emettono falsetti improvvisi e singhiozzi. Un modo di cantare avvolgente e unico. Prende per mano sin dalle prime note e conquista il cuore in un viaggio coinvolgente: conduce in spazi ampi e distesi, ora spinge a voli pindarici verso alte vette, fermandosi sull’orlo di emozionanti abissi. Fino a planare giù dal cielo come aquile veloci e leggere. Neanche il tempo per destarsi dal sogno che si riparte. Ha il ritmo nervoso segnato dagli accordi preziosi della mandola di Mauro Palmas, le fini architetture della chitarra di Marcello Peghin e il puntuale contrappunto del basso di Silvano Lobina. E’ un tappeto iterativo di suoni, sui quali si alza la voce limpida e possente di Elena Ledda. Scorrono da “No est statu” a “In s’ora” ed “Arenas”, pezzi pregiati di una nuova musica popolare che coniuga passato e contemporaneità, tradizione e ricerca.
Brani di rara precisione eseguiti in modo impeccabile. Per incanto sembrano inserirsi emotivamente proprio in quel flusso sonoro e sentimentale costruito precedentemente dal Mistero delle Voci Bulgare diretto con mano ferma da Dora Hristova.
Ulteriore tappa di avvicinamento di un incontro che proprio nella terza e definitiva parte risulterà incredibile. Ha prima il suono de “S’Incomintzu” quello che anche simbolicamente sembra segnare l’inizio di qualcosa di nuovo. Un incontro dai risultati inattesi, che almeno sulla carta poteva apparire di esito difficile e incerto. Invece la produzione voluta da un festival che sin dal debutto vuole costruire incontri e collaborazioni anche molto ardite, ha fatto centro. Mettendo nei fatti il primo tassello di una possibile collaborazione futura tra Bulgaria e Sardegna.
Dal vivo l’incontro sul palco tra il coro ed Elena Ledda è stato di forte impatto emozionale, musicalmente rilevante. Il Mistero ha scelto e studiato con cura i brani proposti dalla cantante sarda per arricchirli dal vivo di una nuova magnifica aura. Così come accade in “Sett’ispadas” in duetto con una delle cantanti del coro, seguito poi da “Ternuras” e “Soliana”. La sensazione netta è quella di trovarsi davanti a qualcosa di inedito. Non si tratta di ripetizione o di accompagnamento ma di una nuova e interessante collaborazione musicale dai risvolti imprevedibili. C’è infatti una affinità potente tra il nostro canto e quello bulgaro. E’la stessa Elena a sottolinearlo visivamente spostandosi dal centro della scena, fino a mescolarsi con il coro, diventando una di loro. Tra i due mondi c’è cioè un caldissimo scambio, un fluire limpido e accattivante tra le voci e i suoni dei tre musicisti che va oltre il tema eseguito. E lascia presagire altri futuri incontri .
Anche confinato in un periodo difficile come quello invernale, Sant’Anna Arresi jazz, tiene dunque con orgoglio le posizioni difendendo una tradizione di buona cultura, desiderosa di happening autentici come quello tra il Mistero delle Voci Bulgare ed Elena Ledda. Fino al 3 gennaio ci saranno altri interessanti appuntamenti da non perdere. Oggi si chiude la prima parte alle 21, con i Quintorigo, special guest il drummer Roberto Gatto e a seguire “Percorsi”, il solo del contrabbassista Riccardo Lay.
Nel centro del paese, già da ieri , sono in funzione tre diverse location come spazio da jazz club per il dopo concerto. Ad accogliere gli spettatori all’ingresso della struttura una splendida foto del compositore Butch Morris al quale doveva essere dedicato il festival questa estate. Con puntiglio e passione annuncia, volenti o no, che sarà il tema del prossimo.
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