La Nuova Sardegna

Intesa su Meridiana, il governo insiste: «È a portata di mano»

di Guido Piga
Intesa su Meridiana, il governo insiste: «È a portata di mano»

Ma il vertice previsto per oggi a Roma è ancora in forse L’azienda: senza accordo niente ammortizzatori sociali

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OLBIA. Tutto a Roma, tutti a Roma. Oggi lì, al ministero, potrebbero ritrovarsi governo, Meridiana e sindacati per capire se è possibile un accordo almeno su quelli che vogliono lasciare l’azienda (i volontari) o possono (i pensionabili) prima del 31 dicembre per avere il massimo degli ammortizzatori sociali.

Il condizionale è d’obbligo. Tutto è possibile. Che l’incontro non ci sia, che ci sia e non porti ad alcuna intesa, che ci sia e segni una svolta. Perché le posizioni tra azienda e sindacati sono lontane, e lo sono anche tra i sindacati. C’è chi pensa che di più non si possa fare; chi vuole trattare per salvare il salvabile; chi dice che tutti i licenziamenti sono illegittimi. Il tutto in un clima sempre più incandescente.

La novità di ieri è che il governo è entrato di forza in campo. Il sottosegretario al Lavoro, Bellanova (Pd), ha chiesto alle parti di fare un passo in avanti; all’azienda soprattutto sul preavviso di licenziamento, oggetto della discordia. Meridiana - che a Roma avrà tutti i manager di peso, l’ad Creagh in testa - starebbe, secondo rumors, lavorando a una posizione vicina a quella richiesta dal governo.

E infatti la Bellanova ieri si è spinta a dire di «essere convinta che la soluzione a questa vertenza sia possibile, gli strumenti ci sono e sono a portata di mano. Primo: volontari e pensionabili possono avere ammortizzatori sociali di maggior favore rispetto al prossimo anno. Non avrebbe senso privarli di questo diritto. Secondo: questa scelta ha ricadute importanti sull'altra faccia della trattativa, perché consente di non sacrificare la forza lavoro più giovane. Chiunque stia perseguendo obiettivi diversi da questi se ne dovrà assumere la responsabilità davanti ai lavoratori e all'opinione pubblica - ha attaccato ancora la Bellanova -. Non sono consentiti tentennamenti, o addirittura comportamenti intimidatori da parte di nessuno. L'imperativo deve essere salvaguardare il maggior numero di posti di lavoro possibile e, di conseguenza, le attività dell'azienda».

C’è poi un caso volontari. Un gruppo su Facebook ieri ha scritto ai giornali: «I lavoratori che decidono di andare in mobilità volontaria possono farlo ugualmente, anche senza la firma di questo accordo e quindi senza danneggiare i colleghi». Meridiana ha risposto secca: «È falso! - è scritto in un comunicato ufficiale -. Nessun lavoratore, qualora fosse licenziato o si dimettesse spontaneamente entro il 31 dicembre, otterrebbe alcun ammortizzatore sociale, men che meno il trattamento previsto per la mobilità nel nostro settore. Né è ipotizzabile che sia l'azienda a licenziarlo in quanto per legge le è preclusa ogni iniziativa sino al 12 gennaio 2015». Il governo, con il suo appello di ieri ad azienda e sindacati, vuole l’accordo. Lo avrà? Nessuno può dirlo. L’incertezza è massima.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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