Sindaci schierati contro la Regione
È aspro il confronto sulle opere pubbliche. La Giunta: nessuna penalizzazione
CAGLIARI. L’aria che tira è quella dello scontro istituzionale fra Comuni e Regione sui finanziamenti (cancellati o meno, a seconda dei duellanti) destinati alle opere pubbliche. Dopo le recenti dure prese di posizione dell’Anci e del Consiglio delle autonomie locali, «con un atto unilaterale, la Giunta ha spazzato via 130 milioni», ora sono stati ventitrè sindaci a issare la bandiera della protesta. Ma la Regione continua a gettare acqua sul fuoco delle polemiche: «È un allarme ingiustificato i soldi ci sono e nessun Comune sarà abbandonato». A firmare la lettera, con i toni molto vicini a quelli della rivolta, sono stati fra gli altri i sindaci di Sassari. Nicola Sanna, Cagliari, Massimo Zedda, Nuoro, Luigi Bianchi, Oristano, Guido Tendas, Alghero, Mario Bruno, e Quartu, Mauro Contini. «Quanto scritto nella recente legge di assestamento del bilancio della Regione, è un sopruso. La scelta che serviva all’economia sarda non era certo di anticipare le scadenze di definanziamento delle opere fino a mettere in crisi i Comuni. Sia quelli pronti a bandire le gare, sia quelli che hanno pagato le spese di progettazione e anche quelli che erano pronti ad avviare le procedure sono tutti vittime dell’arroganza e degli errori della Regione. Invece di anticiparle quelle stesse scadenze andavano prorogate di tre o sei mesi per permettere ai Comuni di utilizzare al meglio il prossimo allentamento statale del Patto di stabilità». Secondo i sindaci, i decreto che hanno azzerato i finanziamenti sono illegittimi e se la Regione non farà un passo indietro saranno «inevitabili i ricorsi al Tar». Nella parte finale della lettera, i sindaci rifiutano l’ipotesi di incontri bilaterali per risolvere i vari casi e rilanciano la richiesta di «un vertice istituzionale fra Anci, Cal e Giunta per trovare una via d’uscita». Come detto alla presa di posizione dei sindaci hanno risposto gli assessori regionali al Bilancio (Raffaele Paci) e ai Lavori pubblici (Paolo Maninchedda). Il primo ha detto: «Non è vero che la Giunta ha cancellato i debiti nei confronti dei Comuni: le opere andranno avanti ma con procedure che d’ora in poi non metteranno più in difficoltà il bilancio della Regione, che invece da tempo si trascinava dietro quelle poste negative di bilancio. La garanzia è che i progetti proseguiranno anche se con procedure non sempre uguali al passato e i Comuni che non riusciranno comunque ad andare a gara entro il 31 marzo non dovranno restituire gli anticipi». L’allarme è ingiustificato anche per Maninchedda: «Dal 22 dicembre è già disponibile un nuovo fondo di 30 milioni. I Comuni pronti per le gare non saranno penalizzati e siamo pronti a monitorare, insieme al Cal, tutti gli altri casi».
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