Morto a Tokyo padre Pittau, gesuita sardo-giapponese
Aveva 86 anni, il commosso saluto di papa Francesco Chiamato da Wojtyla nel 1998 a far parte della Curia romana
È morto l’altro ieri sera a Tokyo, all’età di 86 anni, padre Giuseppe Pittau, uno dei gesuiti più influenti dell'ultimo mezzo secolo, collaboratore diretto di Giovanni Paolo II. In un messaggio inviato ieri al preposito generale della Compagnia di Gesù, padre Adolfo Nicolás, papa Francesco definisce padre Pittau «esemplare ministro di Dio vissuto per la causa del Vangelo», e ne ricorda «il generoso apostolato missionario in Giappone» e l’ impegno come rettore dell'Università Sophia di Tokyo e dell'Università Gregoriana a Roma e come segretario della Congregazione per l'Educazione cattolica dal 1998 al 2003.
«E' stato un uomo che ha dato lustro alla Sardegna, all'Italia e alla Chiesa della nostra isola, di cui ha voluto conservare il ricordo nel suo titolo episcopale di arcivescovo di Castra, antica chiesa di una diocesi soppressa nel 1503, in territorio di Oschiri», dice monsignor Giovanni Dettori, che presiederà i funerali di padre Pittau (il 2 gennaio alle 15,30 nella parrocchia dedicata alla Madonna del Rosario). Dopo la cremazione, una parte delle ceneri sarà conservata in Giappone e un'altra tumulata nel cimitero villacidrese. «Padre Pittau è stato un grande missionario, un grande gesuita e un grande servitore della Chiesa»: è la fotografia scattata da padre Federico Lombardi, portavoce del Papa, che ne ha ricordato l'avventura umana e pastorale ieri mattina alla radio Vaticana. Un uomo a suo agio con tutti. Con i grandi della terra: amico di Henry Kissinger e Ted Kennedy conosciuti nei tre anni trascorsi all'Università di Harvard dove ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze politiche, e amico personale dell'imperatrice Michiko, nata lo stesso giorno di padre Giuseppe al quale il 20 ottobre di ogni anno inviava gli auguri. Ma anche sempre vicino, in qualità di vicario e collaboratore, alla gente semplice della sua parrocchia di Tokio dove il gesuita sardo rientra nel 2003, compiuti 75 anni e lasciati gli incarichi vaticani.
Giuseppe Pittau nasce a Villacidro nel 1928. Studia nel seminario della diocesi di Ales-Terralba, passa successivamente a quello regionale di Cuglieri per frequentare liceo e teologia. A 17 anni decide di entrare nella Compagnia di Gesù, dove alimenta uno spirito missionario, con la richiesta di recarsi in Giappone, terra in cui è inviato – dopo la laurea in Filosofia conseguita a Barcellona – nel 1952. A soli 24 anni, ricorda padre Lombardi, dimostra «una capacità di inserirsi, di imparare la lingua, di entrare nella cultura e nella società giapponese assolutamente eccezionale». Nel 1959 si laurea in teologia e riceve l'ordinazione sacerdotale. Insegna scienze politiche nell'Università Sophia, gestita dai gesuiti a Tokyo, diventandone rettore dal 1968 al 1981, mentre il "papa nero", capo assoluto dei discepoli di sant'Ignazio di Loyola, gli conferisce anche l'incarico di "provinciale", numero uno dei gesuiti operanti nel paese del Sol Levante.
La svolta, nella sua vita di religioso votato all'insegnamento e all'organizzazione missionaria, avviene nel 1981, quando Giovanni Paolo II si reca in Giappone. Interprete e guida durante il viaggio di Papa Wojtyla è padre Pittau, conquistandosi la stima del Pontefice che lo chiama a Roma per affiancare padre Paolo Dezza, commissario della Compagnia di Gesù, a seguito della grave malattia che aveva colpito il preposito generale, Pedro Arrupe. Nel 1984 l'imperatore gli conferisce una delle onorificenze più prestigiose: l'Ordine del Crisantemo. Dal 1992 al 1998 padre Pittau dirige l'Università Gregoriana. Monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, ricorda le parole con cui Giovanni Paolo II l'otto luglio del 1998 giustifica la nomina episcopale di padre Pittau: «Ho voluto chiamarla ad assumere un servizio di maggiore responsabilità nella Curia romana, come segretario della Congregazione per l'educazione cattolica. In tale nuovo ruolo Ella potrà mettere a frutto la competenza acquisita».
Padre Lombardi ieri ha ricordato così l'arcivescovo sardo: «Abbiamo un grande dovere di gratitudine verso di lui per quello che ha fatto, non solo qui a Roma negli anni in cui è stato qui, ma in particolare nella missione in Giappone. Padre Pittau era una persona di una spontaneità e di una facilità di rapporti con gli altri, affascinante, sempre sorridente, sempre cordiale».
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